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04/09/2018

Stop Fonderie a Buccino contromossa delle aziende

Il Mattino

Margherita Siani
Dieci ricorsi contro la variante al Puc che il Comune di Buccino ha approvato per ridefinire le attività che potranno insediarsi nella propria area industriale. Si apre un contenzioso amministrativo durissimo dopo che il Comune e il territorio dell'area sud della provincia che ha sostenuto Buccino si sono contrapposti all'ipotesi di insediamento delle Fonderie.
I RICORRENTI
I Pisano hanno firmato un proprio ricorso contro questa variante, a cui seguono nove aziende dell'area: Icep, Industria Calce Casertana, Magaldi Power Spa, Ceramica Vietri Antico, Bi-Quel Specialities (ex Chimeco), Maco International, Bibo Italia, quindi due curatele fallimentari, quelle della Etitalia e della Stampatex, aziende oggi in liquidazione. Un fronte compatto contro cui il Comune si è appena costituto in giudizio. Saranno gli avvocati Marco Balbi e Francesca Marmo a rappresentate Buccino in quella che si annuncia una lunga battaglia legale. «Sono pronto a difendere il mio territorio, la mia comunità e le scelte che abbiamo fatto», dice il sindaco Nicola Parisi. Di certo lo sono anche i ricorrenti, a iniziare proprio dai Pisano.
BANDO SOSPESO
È questa la seconda fase della vicenda Fonderie-Buccino. Dopo il bando pubblicato a marzo scorso dall'Asi per occupare i lotti delle aree industriali, dopo l'iter che ha condotto a giugno il Comune all'approvazione della variante al Piano urbanistico, dopo che l'Asi ha sospeso il bando, per effetto delle norme di salvaguardia che sono scattate (quella busta del progetto della delocalizzazione delle Fonderie Pisano non è stata mai aperta dalla commissione del Consorzio industriale, presieduta dal già presidente della Corte d'Appello, Claudio Tringali), si giunge ora alla fase giudiziaria. Da una parte le ragioni delle imprese, a iniziare dalle Pisano, che vorrebbero insediarsi nel lotto della ex Metalli e Derivati, quindi delle stesse aziende dell'area industriale di Buccino, che, con la variante, vedono lesi i propri diritti e interessi su un possibile nuovo investimento e ampliamento delle loro attività. Dall'altra, invece, le ragioni di Buccino e dell'area sud della provincia Comunità montane Sele-Tanagro e Vallo di Diano, Parco del Cilento, alcuni Comuni che non vogliono una industria potenzialmente inquinante. Tutte ragioni importanti. Ora, però, dopo l'impossibilità di una sintesi, si passa alla magistratura amministrativa, per verificare se le scelte dell'una o dell'altra parte sono corrette rispetto alle norme e alle procedure.
L'UDIENZA
Il Tar riprenderà i lavori la settimana prossima, le prime udienze sono fissate tra l'11 e il 12 settembre. Non c'è ancora la trattazione dell'ordine del giorno, è probabile che tra i primi argomenti vi siano proprio questi ricorsi. Insomma, potrebbe iniziare subito questa battaglia legale che vede da una parte Buccino e dall'altra nove imprese dell'area e i Pisano. Le prime valutazioni potrebbero essere sull'ammissibilità dei ricorsi - rispetto all'interesse delle parti - e sulle richieste che i ricorrenti hanno avanzato rispetto a quello che la stessa variante Puc prevede. Chi al momento resta alla finestra, in attesa di conoscere l'esito di tutto questo procedimento, è l'Asi di Salerno. Il bando che potrebbe vedere assegnato il lotto alle Fonderie Pisano, infatti, è sospeso per sei mesi e cioè fino a fine anno.
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