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10/08/2018

Stop alla legge sul personale

Unione Sarda

Il Consiglio dei ministri impugna gli articoli sulle indennità ai dipendenti e sulle assunzioni
L'assessore sorpreso: «Dal governo mai rilievi su norme simili»
Il Consiglio dei ministri ha impugnato un'altra legge sarda. Dopo lo stop alla legge sugli appalti questa volta il governo ha impugnato due articoli della legge regionale su "Misure urgenti per il reclutamento di personale nel sistema Regione". LE CONTESTAZIONI La prima contestazione riguarda l'articolo 2, quello che prevede che al personale non dirigente che si occupa del coordinamento delle Unità di progetto sia riconosciuta un'indennità aggiuntiva equiparata alla retribuzione di posizione che spetta al direttore di servizio e alla relativa retribuzione di risultato commisurata al raggiungimento degli obiettivi. La seconda riguarda l'articolo 6, che attribuisce all'assessore con delega in materia di Personale la competenza a determinare il contingente dei posti da mettere a concorso. Secondo il Consiglio dei ministri, «le disposizioni in materia di personale violano norme fondamentali di riforma economico-sociale della Repubblica, invadendo altresì la competenza esclusiva statale in materia di ordinamento civile di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera l) della Costituzione». SPANU SORPRESO «Per quanto riguarda la prima contestazione, già in altre occasioni il governo non aveva avuto niente da eccepire su una norma simile, per esempio con la legge regionale n° 24/2014 cui si ispira la legge 21 approvata quest'anno», ha commentato l'assessore al Personale Filippo Spanu. «Noi, nello spirito di leale collaborazione tra istituzioni, abbiamo cercato il dialogo fornendo tutte le spiegazioni al Ministero. Naturalmente spiegheremo le nostre ragioni nelle opportune sedi, anche perché dobbiamo salvaguardare l'attività delle tre Unità di progetto legate all'applicazione della norma, in attesa del contratto collettivo che sarà rinnovato al più presto». Quanto al secondo motivo di impugnazione, Spanu rileva che «il Governo parla di una presunta violazione del principio di separazione dei ruoli tra la politica e gli uffici amministrativi. Noi riteniamo, tuttavia, di essere nel pieno rispetto delle norme vigenti. Abbiamo coerentemente abolito la firma dell'assessore dai bandi», aggiunge l'assessore, «ma, in coerenza con le linee di indirizzo del Governo sulla predisposizione dei piani dei fabbisogni del personale da parte delle amministrazioni pubbliche, crediamo di poter dimostrare le nostre ragioni in quanto l'individuazione delle specifiche professionalità spetta alla componente politica che poi trasferisce gli atti agli uffici per quanto di loro competenza. Voglio comunque sottolineare», conclude l'assessore Spanu, «che il Governo non ha avuto niente da eccepire sull'impianto complessivo di una legge che è sicuramente innovativa». L'ALTRA IMPUGNAZIONE Nel maggio scorso il governo aveva impugnato la legge regionale sugli appalti. Anche in quel caso, alcune norme sulle gare eccedevano dalle competenze attribuite alla Regione dallo Statuto speciale di autonomia e invadono la competenza riservata allo Stato. LA LEGGE NON IMPUGNATA Dalla seduta del Consiglio dei ministri arriva anche una buona notizia: il governo ha deciso di non impugnare la legge che contiene il rendiconto generale e quello consolidato della Regione per l'esercizio finanziario 2016.

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