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10/08/2018

Stop al bando periferie, la rivolta dei sindaci

Eco di Bergamo

La soluzione del duro braccio di ferro tra sindaci e governo sta tutta nell'indizione di una Conferenza unificata straordinaria.

Lo pensa il presidente dell'Anci (l'associazione dei Comuni italiani) e sindaco di Bari Antonio Decaro che ha messo nero su bianco la sua idea e ha inviato il tutto all'attenzione del governo. Il bando periferie, ricorda il leader dei sindaci, è già stato oggetto di un'Unificata il 14 aprile 2016. Non solo: un'eventuale illegittimità provocata da una mancata vidimazione delle Regioni riguarderebbe al massimo 800 milioni e non 1,6 miliardi. A buttare acqua sul fuoco ha pensato il vicepremier Luigi Di Maio, secondo il quale «i fondi per le periferie non sono bloccati». Nel frattempo non pare sbollire la rabbia dei sindaci - a partire dal milanese Beppe Sala - la maggior parte dei quali giudica l'emendamento approvato al Senato un grave errore. Nella lettera - inviata al sottosegretario Giancarlo Giorgetti, al ministro per gli Affari regionali Erika Stefani e al presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini - Decaro sottolinea la necessità di convocare una Conferenza unificata per acquisire l'intesa sul Dpcm del 29 maggio 2017 (riparto del Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale), «i cui effetti - avverte - hanno validamente continuato a prodursi e gli enti beneficiari hanno proseguito gli adempimenti previsti dalle convenzioni sottoscritte con la Presidenza del Consiglio».

Il bando periferie, stoppato per due anni dal decreto Milleproroghe, relegherebbe alle amministrazioni comunali la gestione di pagamenti già definiti. La norma, varata dal governo Renzi e completata nel dicembre scorso da quello Gentiloni, prevede convenzioni per opere da realizzare in 96 tra città e aree metropolitane, da estendere ad altre 120 realtà urbane. Un reticolo fitto di progetti, per i quali sono in ballo quasi 4 miliardi di euro, di cui 2,1 statali e quasi altrettanti provenienti da fondi regionali e investimenti. Ma il Movimento 5 Stelle frena, e in una nota fa sapere che con l'emendamento al Milleproproghe in realtà è stato liberato «un miliardo per gli investimenti dei Comuni, invertendo la rotta rispetto ai disastri del Pd. Quindi non verranno a mancare in alcun modo i fondi destinati alle periferie relativi ai progetti locali che non hanno ancora i presupposti per poter essere approvati».

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