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05/03/2020

Stop ai furbetti delle mense Il Comune detta nuove regole

Gazzetta di Mantova - Sandro Mortari

Le famiglie che non pagano, anche potendo, escluse da doposcuola e centri estivi L'assessore: ma assicureremo sempre i pasti a tutti e aiuteremo chi non ce la fa giro di vite della giunta
Sandro MortariAlla fine, secondo l'amministrazione comunale, sarà l'ultima arma da utilizzare contro i furbetti che si ostinano a non pagare la mensa scolastica dei propri figli nonostante abbiano la possibilità economica di farlo. È indubbio, però, che quanto contenuto nella delibera di giunta che detta le linee di indirizzo per la prossima gara d'appalto per la ristorazione in 30 scuole della città (dai nidi alle medie) è un punto fermo da non trascurare. E un deterrente contro chi vuole raggirare l'intera comunità. pagamenti Regolari«La condizione della regolarità dei pagamenti dei servizi fruiti da parte del nucleo familiare, compresa la mensa», si legge nella delibera, è la «condizione per l'iscrizione ad ulteriori servizi identificati quali gli asili nido comunali, i centri estivi comunali, il servizio di trasporto scolastico comunale e i doposcuola comunali». Insomma, non paghi la mensa? Non puoi iscrivere i figli agli asili nido e ai cres del Comune e non puoi mandarli sullo scuolabus e nemmeno al doposcuola; potrai farlo solo dopo che ti sarai messo in regola. Messaggio chiaro ed efficace. A riscuotere le rette e, quindi, ad occuparsi anche di recuperare l'arretrato sarà la ditta che vincerà l'appalto (attualmente da anni a gestire il servizio è la reggiana Cir Food): le linee di indirizzo dettate dalla giunta, dunque, oltre a vincolare la ditta vincitrice dell'appalto le concede anche la certezza che il Comune sarà inflessibile con chi non paga pur non essendo indigente.Alcuni numeri bastano a definire il fenomeno: nel 2015, ultimo dato completo disponibile, i bambini e i ragazzi che frequentavano le mense scolastiche erano 2.740 (oggi sono 3.655) e 800 di loro avevano un debito superiore ai 25 euro, pari a due settimane non pagate. L'arretrato verso la Cir, allora, ammontava a 245mila euro, in calo rispetto ai tre anni precedenti ma sempre consistente. Comunque sia, ai figli di famiglie morose non verrà mai negato il pasto. Ad assicurarlo è l'assessore alle politiche educative Marianna Pavesi: «L'amministrazione ha da sempre ritenuto fondamentale che nessun alunno restasse senza pasto. Il pasto viene sempre somministrato a prescindere dallo stato di insolvenza della famiglia». la soluzione RatePoi, il Comune farà di tutto per aiutare quelle famiglie che si trovano in disagio economico e non riescono a pagare la mensa: «Nei casi di insolvenza - spiega l'assessore - si attivano operazioni di recupero del credito in collaborazione con il gestore del servizio mensa e anche con i servizi sociali che sono a conoscenza delle situazioni di difficoltà delle famiglie. Come ad esempio rateizzazioni concordate e piani di rientro agevolati, strumenti che in questi anni hanno funzionato». Una conferma del fatto che le maniere forti per escludere i morosi dalla fruizione di altri servizi comunali verrà usata con il bilancino e solo dopo aver fatto di tutto per aiutare chi davvero non ce la fa. Però, un fatto è certo ed è esplicitato in delibera: a nessuno sarà più consentito di non pagare il servizio nella convinzione che tanto nessuno riuscirà a far nulla contro gli insolventi e i loro figli, che continueranno a mangiare in mensa. La pacchia è finita.Per la cronaca, il prossimo bando (milionario) riguarderà l'affidamento del servizio di ristorazione, dal 1° settembre 2020 al 31 agosto 2026, nelle scuole comunali e statali. Nel dettaglio, si tratta di 4 asili nido comunali, 6 scuole dell'infanzia comunali e 7 statali, 10 primarie statali e 3 secondarie, esclusa la Bertazzolo che non ha la mensa. --