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10/07/2019

«Stop agli ipermercati fuori dai centri»

QN - Il Resto del Carlino

UN POLESANO ALL'ANCE REGIONALE La ricetta del neopresidente Ghiotti: «Il decentramento ha portato allo spopolamento del cuore delle città»
IL NUOVO presidente veneto dell'associazione nazionale costruttori edili è polesano. Paolo Ghiotti (foto), 59 anni, di Trecenta, è stato eletto dalle sette associazioni provinciali. Succede a Giovanni Salmistrari. L'impresa Ghiotti è nata con il nonno Luigi nel 1926, portata avanti dal figlio Lino e poi da Sereno e dal fratello Paolo che è tornato in un secondo momento all'azienda di famiglia, si era infatti diplomato all'Accademia aeronautica. «Siamo una bella famiglia - dice Ghiotti -, abbiamo una settantina di collaboratori con i quali viviamo un rapporto molto umano e familiare. Lavoriamo nel restauro, anche monumentale, nel consolidamento e negli adeguamenti sismici. Da anni, poi, siamo nel campo sanitario con opere specialistiche, come le sale operatorie, per esempio». Come bisogna costruire, oggi? «Dobbiamo crescere per implosione ripartendo dai centri storici. Demolire e ricostruire quei fabbricati energivori, privi di ogni sicurezza. Dovremmo essere più rispettosi del consumo di suolo. Serve un'edilizia di rammendo». Di demolizioni e ricostruzioni se ne vedono ancora poche, perché? «Probabilmente non è ancora maturata la mentalità». Finché si costruirà su suolo agricolo non prenderà piede? «Credo che sia necessario lasciare alla campagna il proprio ruolo e smettere di costruirvi. Le periferie vanno servite ma non fatte crescere. Sono i centri storici i luoghi su cui si deve praticare la demolizione e la ricostruzione che spesso costa meno del restauro e del risanamento». E il commercio che negli ultimi decenni si è sviluppato fuori dalle città? «Stop alle espansioni commerciali fuori, il decentramento ha portato allo spopolamento dei nostri centri storici che stanno diventando dormitori. Io sono per il 'casolin' sotto casa. Bisogna tornare a promuovere questo tipo di città. La vivacità e la gente in una città non può esserci senza un tessuto commerciale florido che è stato, negli anni, impoverito dai centri commerciali decentrati. A Rovigo vedo di buon occhio il restauro di Palazzo Angeli che ospiterà l'università». L'edilizia è ancora in crisi? «Non si può più parlare di crisi, è cambiato tutto dal 2007, abbiamo voltato pagina». Contento dell'elezione al vertice regionale Ance? «La fiducia che mi è stata data è stata molto grande ma ho anche un po' di timore, è un'esperienza nuova che merita di essere fatta con grande attenzione. Non ho cercato nulla, le cariche vanno offerte dagli altri si accondiscende per dare un servizio al di sopra di ogni interesse personale». L'edilizia in Veneto di cos'ha bisogno? «Per lavorare abbiamo bisogno di una politica più vicina alle nostre esigenze, più rispettose delle aziende locali. Tre quarti degli appalti non vanno ad aziende locali». Cosa è necessario fare? «Basterebbe rispettare il nuovo codice degli appalti che sotto 150mila euro consente di chiamare direttamente 3 imprese a rotazione che possono essere imprese locali ma questo non succede». Tommaso Moretto © RIPRODUZIONE RISERVATA Le nuove sfide dell'edilizia

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