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25/02/2021

«Stop a gare che puntano solo al massimo ribasso»

Brescia Oggi

«Sono anni che Ance Brescia lancia, inascoltata, un grido d'allarme agli enti locali». La sentenza del Tar di Brescia sull'aggiudicazione del bando d'asta di 18 milioni di euro per la manutenzione dei fabbricati e delle scuole di competenza della Provincia - ora «ribaltata» dal Consiglio di Stato - «porta a riflettere ancora una volta sulle criticità che interessano il settore degli appalti pubblici. Il nostro rammarico - sottolinea il presidente dei costruttori bresciani, Massimo Angelo Deldossi - riguarda soprattutto la mancata applicazione degli aspetti posti alla base dei princìpi della concorrenza leale. Negli appalti pubblici è legittimo prevedere l'applicazione di uno specifico contratto di lavoro purché esso sia posto in relazione con i requisiti e le prestazioni da appaltare, perché costituisce l'unica garanzia per una corretta gestione dell'appalto».Il Tribunale amministrativo regionale aveva motivato l'accoglimento del ricorso dell'impresa seconda classificata indicando che «la gara è stata aggiudicata a un'impresa "risultata non rispettosa dei princìpi di libera concorrenza, non discriminazione e proporzionalità", che non ha tenuto conto delle qualifiche delle maestranze richieste dalla Provincia relative al contratto nazionale di lavoro del settore edile e corrispondenti all'effettivo e specifico oggetto dell'appalto».L'Ance sottolinea anche l'intenso percorso sviluppato nel tempo per promuovere e rafforzare un'edilizia virtuosa. «In questo contesto - spiega Deldossi - il sistema del costruito bresciano si è fatto promotore di uno specifico Protocollo di intesa già sottoscritto anche dalla Provincia fin dal 1998, e poi riconfermato recentemente. Un accordo che vuole ridurre il più possibile le irregolarità che ruotano attorno al mondo dell'edilizia pubblica e privata, che punta a garantire sempre più committenti e pubbliche amministrazioni e che aborrisce le gare ragionate nell'ottica del mero massimo ribasso che non guardano anche alla qualità dell'esecutore».«Lascia esterrefatti che la Provincia, pur avendo sottoscritto un protocollo con l'Associazione da più di vent'anni, cada in questi macroscopici scivoloni che rischiano di rallentare opere edilizie strategiche - sostiene il leader di Ance -. Tanto più che sul tavolo è già stato proposto un ulteriore protocollo specifico sugli appalti pubblici, che prevede la modifica della modulistica di gara per far emergere il rispetto di regole e norme e, per la fase di esecuzione, una migliore gestione grazie a strumenti di trasparenza e legalità».