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30/03/2021

Stato-Regione, il dialogo che non c’è così si blocca il cuore dell’autonomia

La Stampa - ENRICO MARTINET

Lo stallo sulle nomine nella commissione paritetica IL CASO
AOSTA Un tempo ci fu il governo Conte. Pare un'altra era, quanto era «necessario e urgente», come la nomina della commissione paritetica Stato-Regione per attuare lo statuto di autonomia, è finito in un angolo dove si agitano identità, ma nessun accordo. Quando a Roma il presidente era Conte la politica valdostana correva in cerca d'intese anche con lo Stato, ma la crisi di governo irreversibile ha stoppato tutto a causa del cambio di interlocutori. Non c'è più agli Affari regionali Francesco Boccia, definito «ministro centralista» e il presidente della Regione Erik Lavevaz ha intrapreso un dialogo con la neo ministra Mariastella Gelmini. Risultato: si attende la nomina dei tre componenti di parte statale per poi eleggere i tre regionali. La commissione paritetica fa parte di quegli istituti che la politica definisce «non appassionanti per i cittadini», come le leggi elettorali. Esserne componenti è un po' come un rifugio di trombati alle elezioni, o come un contentino per chi ha subìto un torto. Ma è una visione folle, oltre che sbagliata: la commissione paritetica è un tavolo di negoziazione per attuare norme fondamentali per l'autonomia e per la vita dei cittadini. Il limbo dove è finita in questi mesi (per tre volte le nomine sono state scritte negli ordini del giorno del Consiglio regionale e per tre volte ne sono uscite) ogni tanto consente una lieve emersione. È capitato nell'ultimo Consiglio quando il leghista Stefano Aggravi ne ha fatto cenno sulla questione delle concessioni idroelettriche in scadenza da cui dipenderà il destino del settore energia per le aziende valdostane, una su tutte la Cva. E l'assessore Luciano Caveri ha definito le norme di attuazione, cioè quelle concordate nella commissione paritetica, «il reale mezzo per l'autonomia». Più di una legge «perché frutto di un patto Stato-Regione che per sua natura non può dunque essere impugnato, a differenza di una legge regionale». L'ultimo decreto (dell'allora ministro Boccia) sulla composizione della paritetica è del 12 giugno 2020. La parte regionale è rappresentata da Roberto Louvin (presidente), Barbara Randazzo e Renato Balduzzi; quella statale da Antonino Ilacqua, Annamaria Poggi e Ivo Rossi. Tutti giuristi. Ora i nomi che vengono fatti con più frequenza dalla politica valdostana sono Roberto Louvin, Dino Viérin e il senatore Albert Lanièce. Per la parte statale si affaccia il nome di Emily Rini. La decisione per le nomine regionali passa per il gioco dei tre sette: una sorta di manuale Cencelli che tiene conto delle tre componenti di maggioranza in Consiglio (i sette unionisti, i sette del Pcp e i sette tra Alliance-Stella alpina e VdA Unie). Con il governo Conte il senatore Lanièce, come componente del gruppo delle autonomie, poteva aspirare a un sottosegretariato e metteva in campo la disponibilità per far parte della paritetica. Oggi dice: «La disponibilità c'è. Se ci fosse necessità io ci sono perché sono preoccupato per quanto riguarda gli appalti per le concessioni idroelettriche. Una norma di attuazione potrebbe garantire sia Cva sia le altre aziende della Valle. Per me resta l'estrema urgenza di nominare la commissione paritetica. Ben sapendo che la norma per dare competenza sulle concessioni alla Regione non è sufficiente. Ci vuole un'intesa europea per rendere uniforme la normativa sulle concessioni. In alcuni Paesi non hanno scadenze, in altri durano 60 anni. La questione interessa tutto l'arco alpino». L'assessore Caveri, nel ricordare che la Regione sta facendo una legge sugli appalti nell'idroelettrico, sottolinea l'importanza delle norme di attuazione: «Sono il meccanismo per un'autonomia dinamica, per rendere flessibile, plastico lo statuto di autonomia. Nel 1987 Roland Riz, giurista e storico parlamentare del Sud Tirolo, mi disse di tenere a mente che l'autonomia si basa su norme giuridiche. Non l'ho mai dimenticato». - © RIPRODUZIONE RISERVATA ALBERT LANIÈCE SENATORE DELLA REPUBBLICA La mia disponibilità c'è ancora Nominare la commissione è di urgenza estrema

Foto: EPA


Foto: Una scolaresca in visita alla centrale idroelettrica Cva di Maen: il tema delle concessioni è al centro delle negoziazioni Stato-Regione