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16/06/2020

Stati Generali, perché Conte rischia grosso

QN - Il Resto del Carlino

A Luigi XVI portarono sfortuna
Bruno Vespa assemblearismo è il suo esatto opposto: ascoltare tutti per rendere ambigua la paternità di scelte (e di responsabilità) che - vista la pluralità dei padri - hanno una fisionomia incerta. In realtà Conte, in due anni di governo ha imparato quali sono le cose che servono a far ripartire il Paese. Un promemoria glielo ha servito il comitato presieduto da Vittorio Colao. A cominciare dalla sospensione del famigerato codice degli appalti da sostituire con la più semplice e diretta normativa europea di cui si servono le nostre stesse imprese che - bloccate in Italia - realizzano in trenta mesi all'estero opere miliardarie. Aggiungendovi una salvaguardia dall'abuso d'ufficio e dalla responsabilità erariale - salvo che per dolo e colpa grave - per i funzionari che a tutt'oggi si rifiutano di firmare ogni atto temendo di rimetterci la pelle. L'altro ieri lo stesso Conte ha ricordato che ci sono cento miliardi già stanziati e pronti adessere spesi. E ha parlato di ridurre a cinque settimane dagli attuali cinque anni le procedure per l'impatto ambientale. Su questo tuttavia ci sono resistenze di una parte del Pd, mentre i 5 Stelle non vogliono rivedere il Decreto Dignità prolungando i termini per i contratti a tempo determinato, come richiesto da Colao. Nessuno vuole un condono fiscale, ma ciascuno richiede una riforma del fisco diversa dagli altri. E se oggi il coro è stonato, da domani - con gli Stati Generali - sarà inutilmente assordante. Conte sappia che i sondaggi che quotano un suo eventuale partito al 15 per cento a spese di Pd e 5 Stelle sono una condanna a morte. Per se stesso e per la sua coalizione. Perciò li ignori e abbia il coraggio di scegliere una linea rapida, efficace e coerente. © RIPRODUZIONE RISERVATA