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26/09/2020

«Stampa locale sale di democrazia»

Il Cittadino di Lodi

NEL POMERIGGIO Il governatore ha chiuso il tour nella redazione del «Cittadino», a colloquio con i giornalisti
di Rossella Mungiello Saluta i giornalisti uno ad uno, mentre visita la redazione, al primo piano del palazzo delle Comunicazioni di via Gorini. Il direttore Lorenzo Rinaldi lo accompagna nel tour degli spazi, da cui è stata diffusa la notizia del primo caso di coronavirus in Italia, e ricorda come, quella sera, «tremavano i polsi» per la grande responsabilità, sapendo che quel lancio avrebbe cambiato la vita di tanti, di tutti. Il governatore Attilio Fontana chiude la visita lodigiana nella redazione del «Cittadino» e fa il punto sulle strategie per il domani, in un dialogo aperto con il direttore, perché «i quotidiani locali sono un presidio di democrazia». Presidente, cosa le hanno chiesto i sindaci lodigiani oggi? «Intanto vorrei ringraziareper quello che avete fatto, come comunità e come territorio, per contrastare questa tremenda epidemia, arrivata in maniera imprevista. Siamo stati i primi ad affrontare un problema diventato poi mondiale. La giornata di oggi è stata molto bella e le misure che abbiamo presentato sono state apprezzate dai sindaci: abbiamo visto in tutti la volontà di ripartire, di guardare al futuro e di dare risposte alle difficoltà. Abbiamo ancora un po' risorse e vogliamo fare con i sindaci un nuovo esame della situazione». Il centrosinistra, e il Pd in particolare, segnalava la necessità di concentrarsi su progetti strategici... «In certi momenti bisognerebbe andare tutti nella stessa direzione. Detto questo, gli interventi iniziali da 400 milioni sono finalizzati proprio a dare respiro ai comuni e alle province e finanziare cantieri da aprire entro la fine di ottobre, perché volevamo dare una risposta immediata ai territori. Abbiamo però anche una serie di interventi con prospettive di sviluppo su infrastrutture, innovazione e ricerca». Dopo l'emergenza Covid, quale modello di riforma per gli ospedali? «Gli ospedali hanno dato una grande dimostrazione di efficienza e il modello che è stato inaugurato di collaborazione tra pubblico e privato deve continuare, ma vero regista delle scelte deve essere il pubblico. Si sta comunque studian do un miglioramento che si riferisce alla sanità territoriale ed entro fine anno presenteremo una serie di modifiche». C'è grande attenzione sulle difficoltà vissute dalle case di riposo, cosa può fare oggi Regione? «Possiamo continuare a studiare il sistema, anche se oggi non possiamo implementare le risorse che oggi già destiniamo alle strutture». Altro tema che sta preoccupando i lodigiani è l'accesso ai tamponi per la scuola, dove si stanno registrando lunghe code. Come commenta la situazione? «Abbiamo avuto dal governo la chiamata a tamponare tutti gli insegnanti e lo abbiamo fatto. Non possiamo però inventare in modo immediato una risposta a una domanda imprevista di tamponi che è eccessiva. Se tutti ora vogliono sottoporsi a tampone, non si può avere un servizio in poche ore». I sindaci le hanno chiesto un interessamento rispetto alla necessità che, nei limiti di legge, gli appalti finanziati con le risorse di Regione rimangano sul territorio. Cosa ne pensa? «Le risorse sono state appositamente previste per il rilancio dell'economia lombarda e confido che rimangano sul territorio. Certo è più facile con interventi piccoli, la cui gestione rimane nelle mani dell'amministrazione che, come prevede la legge, può contattare più imprese, raccogliere offerte e procedere all'assegnazione». Parlando di politica, l'esito delle elezioni amministrative dice che molti governatori sono stati riconfermati. Che giudizio si sente di dare? «Durante la pandemia abbiamo dimostrato grande coesione e molti governatori hanno saputo intervenire anche quando non era il loro compito. Sulle singole aperture, c'è sempre stato un passaggio con la Conferenza Stato-Regioni a dimostrazione dell'importanza delle stesse Regioni, che a mio avviso dovrebbe essere confermata con una maggiore autonomia». Il sistema ospedaliero ha retto, ma sta emergendo una grande debolezza della rete territoriale di medicina generale... «Sulla medicina territoriale sono arrivate tante critiche, ma non ha avuto il tempo di mettersi alla prova davanti ad uno tsunami così violento e improvviso. La risposta poteva avvenire in molti casi solo dalla rete ospedaliera, per la necessità di ricorrere a cure intensive o sub-intensive. I medici di base non hanno un contratto regionale, ma un rapporto di collaborazione con il ministero della Sanità, ma stiamo comunque valutando come migliorare la medicina del territorio». Che insegnamento le ha lasciato questo tsunami, da governatore e da uomo? «La nostra società che si sentiva invincibile ha scoperto di non esserlo. Appare sempre più necessario che per affrontare i grandi problemi serve la partecipazione di tutti. Personalmente l'emergenza mi ha insegnato che si deve essere più umili nell'affrontare la vita. Non siamo onnipotenti e dobbiamo essere solidali». n

Foto: Attilio Fontana ieri nella redazione del «Cittadino» con il direttore Rinaldi e nel corso dell'intervista Gaudenzi