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28/05/2021

Stampa, gli aiuti del Sostegni bis

ItaliaOggi - MARCO A. CAPISANI

In Gazzetta Uffi ciale le misure anti-Covid per la fi liera. Dalla pubblicità alle edicole
Riffeser (Fieg): appalti semplifi cati ma sempre trasparenti
Il decreto Sostegni bis è approdato in Gazzetta Ufficiale (n.123 del 25 maggio 2021) e conferma così lo stanziamento di 110 milioni di euro per quest'anno e il prossimo, a sostegno della carta stampata (che diventano 120 milioni di euro per il solo 2021 ma considerando l'intero comparto editoriale, comprensivo della radio-emittenza, come anticipato da ItaliaOggi del 22/05/2021). Le misure del decreto legge n.73 del 25 maggio scorso, a supporto della filiera della stampa in chiave anti-Covid, intervengono principalmente sui costi di distribuzione, sul regime Iva per le rese dei giornali e sugli investimenti pubblicitari. In una bozza iniziale del Sostegni 1, in realtà, erano previsti sgravi fiscali anche per l'acquisto della carta delle testate, misura che quindi non si esclude venga riconsiderata. Comunque il Sostegni bis, hanno fatto sapere ieri con una nota dalla Federazione italiana editori giornali (presieduta da Andrea Riffeser Monti) «accoglie, sebbene parzialmente, alcune delle proposte formulate dalla Fieg per salvaguardare l'indipendenza e il pluralismo dell'informazione, assicurare la capillarità della diffusione della stampa e preservare l'importanza dei giornali quale efficace veicolo per la comunicazione di imprese ed enti». Inoltre, nel recente decreto, è stato inserito un credito di imposta per le edicole, che aggiunge tra le spese sostenute nel 2021-2022 e coperte dal beneficio anche quelle per l'acquisto o il noleggio di registratori di cassa o registratori telematici, oltre che di dispositivi Pos. È stato invece abrogato il sostegno alla domanda di servizi informativi per le famiglie a basso reddito, che prevedeva un contributo integrativo, fino a cento euro, per l'acquisto di abbonamenti a quotidiani, riviste o periodici, anche in formato digitale. Sostegno che sarebbe stato erogato insieme al voucher per acquistare servizi di connessione web, sempre per le famiglie a basso reddito. Tra le misure principali, debutta il credito di imposta sulle spese di distribuzione di quotidiani e periodici, a favore delle imprese editrici che stipulano, anche attraverso le associazioni rappresentative, accordi di filiera per garantire la sostenibilità e la capillarità della diffusione della stampa. Attenzione particolare è rivolta a piccoli comuni e comuni con un solo punto vendita di giornali. Lo sgravio arriva fino al 30% della spesa sostenuta nel 2020, compresi i costi per il trasporto dai poli di stampa ai punti vendita. Sono ammissibili le spese di distribuzione e trasporto sostenute al netto della percentuale di sconto, per la rete di vendita, del prezzo di copertina. Il limite di spesa è di 60 milioni di euro per il 2021, da comunicare al Dipartimento per l'informazione e l'editoria. Viene poi estesa a quest'anno la forfettizzazione dell'Iva al 95%, sul tirato, delle copie rese come già previsto per il 2020 (al posto della percentuale normalmente prevista all'80%). Quest'anno poi, per il commercio di quotidiani e periodici, l'Iva può essere applicata in relazione al numero delle copie consegnate o spedite, diminuito del 95%. In campo pubblicitario, il credito di imposta per gli investimenti pubblicitari su quotidiani e periodici (anche online) ha a disposizione altri 15 milioni per il 2021 e altri 15 mln per il 2022 (in tutto 65 mln l'anno), sempre calcolando come base il 50% dell'intero investimento pianificato. Mentre dal 2023 lo sgravio sarà concesso sulla parte incrementale dell'investimento (budget di 30 milioni annui). A proposito di pubblicità, sul fronte degli appalti, ha dichiarato ieri Riffeser, «le necessarie forme di semplificazioni delle attività contrattuali della pubblica amministrazione devono velocizzare e snellire le procedure di affidamento e realizzazione delle opere pubbliche ma non devono abbassare il livello di trasparenza». Quindi, sempre secondo il presidente Fieg, «occorre conservare gli attuali obblighi di pubblicazione sulla stampa quotidiana degli avvisi di aggiudicazione dei contratti pubblici, anche degli esiti di procedure senza bando, e prevedere analoghi obblighi di pubblicazione dell'avvio delle procedure volte alla assegnazione di appalti, qualunque sia la procedura prevista, con forme di comunicazione continua e costante tra pubblica amministrazione-imprese appaltatarie e cittadini, sullo stato di avanzamento nella realizzazione delle opere pubbliche. Ugualmente opportuno», ha concluso Riffeser, «è il ripristino dell'obbligo di pubblicazione degli avvisi d'asta: una misura senza oneri per l'erario che eviterebbe l'aggiudicazione degli immobili a valori inferiori ai prezzi di mercato a causa dell'insufficiente pubblicità, con un conseguente danno per creditori e debitori». © Riproduzione riservata

Foto: Andrea Riffeser Monti