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31/03/2021

Stagione balneare a rischio

Il Tempo - DAMIANA VERUCCI

IN GUERRA COL CAMPIDOGLIO Roma Capitale chiede ai concessionari di firmare un atto pena la revoca della licenza. Ma loro non firmano e vanno dall'avvocato
Il Comune mette a gara i 40 stabilimenti di Ostia. Il Tar del Lazio rimanda tutto a settembre L'apertura Sarebbe prevista il primo maggio ma non si sa ancora quando e se si troverà un accordo
••• Per il secondo anno consecutivo la stagione balneare dei romani è a rischio. Non bastava l'emergenza pandemica che già l'anno scorso ha fatto perdere agli operatori del comparto più di due mesi di lavoro, anche quest'anno nulla ancora si sa, né si prevede, sull'inizio ufficiale che soltanto sulla carta è fissato il primo maggio, ma a peggiorare il quadro ci si è messo il bando del Municipio che ha messo a gara oltre 40 stabilimenti di Ostia, visto che il Comune di Roma, proprio come ha fatto per gli ambulanti, non ha applicato neanche ai balneari l'estensione al 2033 della licenza disposta dalla legge del Governo. Allo stato attuale il Tar del Lazio, chiamato in causa da uno di questi concessionari, ha rimandato la decisione del bando per l'affidamento delle concessioni al 22 settembre, salvando di fatto almeno questa stagione. Se non fosse che pochi giorni fa il Comune ha inviato una lettera agli operatori chiedendo loro di firmare un atto che li impegna formalmente alla proroga fino a settembre, altrimenti dal prossimo primo aprile saranno considerati abusivi e per loro potrebbero scattare i sigilli di chiusura da parte dei vigili urbani. Apriti cielo. I concessionari hanno convocato il loro pool di avvocati e hanno risposto per le rime, senza firmare quell'atto che potrebbe poi essere usato dall'Amministrazione come prova della loro remissione, una volta arrivati alla fine della stagione balneare di quest'anno. «In quella lettera ci hanno chiesto di presentare tutti i documenti per provare che non abbiamo commesso alcun abuso e alcuna illegalità su concessioni che qualcuno di noi ha da più di 60 anni - fa sapere Eddy Moscara, vicepresidente del sindacato balneari Confcommercio Roma - ma non siamo noi a dover fornire questa documentazione, è il Comune che deve avere tutti i documenti e se c'è qualche abuso faccia rispettare la legge. Abbiamo comunque risposto a quella missiva, vedremo ora cosa accadrà». I concessionari ritengono quel bando scritto male e inopportuno. Peraltro lo stesso bando avrebbe scadenza di un anno e per questo, sostengono gli imprenditori che hanno in concessione gli stabilimenti, sarebbe impossibile programmare investimenti a lungo termine. Non solo. «Nel bando c'è scritto che la concessione riguarda solo la struttura - continua Moscara - questo significa che tutto ciò che è all'interno, quindi ad esempio il ristorante, il bar, la piscina, gli arredi e via dicendo restano del proprietario. Chi dovesse subentrare nella titolarità di una nuova licenza dovrebbe spendere da 500 ad un milione di euro per allestirlo ex novo, e chi si può permettere di affrontare una spesa del genere sapendo che dopo un anno la sua licenza andrà di nuovo a bando?». Intanto alla domanda per appropriarsi della gestione di uno dei 44 stabilimenti hanno partecipato una cinquantina di imprenditori. L'apertura delle buste, tuttavia, per l'aggiudicazione, non è ancora avvenuta per problemi tecnici. Sta di fatto che ad oggi nessun «vecchio» concessionario sta pensando di investire sulla propria struttura «limitandosi» a qualche intervento di manutenzione ordinaria.

Foto: Al mare A Ostia gli stabilimenti dovrebbero aprire il 1 maggio