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08/09/2018

Stadio, una nuova battaglia davanti al Consiglio di Stato

Eco di Bergamo - sergio cotti

Il caso Palafrizzoni si costituisce in giudizio contro l'AlbinoLeffe, che vuole l'annullamento della sentenza del Tar sulla vendita dell'impianto all'Atalanta
Anche il Comune di Bergamo sarà parte attiva nel procedimento promosso dall'Albinoleffe al Consiglio di Stato contro il bando di Palazzo Frizzoni per la vendita dello stadio: nei giorni scorsi la giunta ha dato mandato ai suoi legali per costituirsi nel giudizio d'appello promosso dall'AlbinoLeffe. Il presidente del club seriano, Gianfranco Andreoletti, lo aveva annunciato a fine aprile, subito dopo la notifica della sentenza del Tar e già il 28 maggio il nuovo ricorso della società seriana era stato messo nero su bianco. Si profila dunque un'altra battaglia davanti ai giudici di secondo grado, chiamati ad emettere una nuova sentenza sulla questione, che si trascina fin dall'aggiudicazione del bando, a maggio 2017.

Della partita farà parte anche l'Atalanta, che quel bando se lo è aggiudicato e che da mesi è ormai ufficialmente proprietaria dello stadio cittadino. Perché se l'Albinoleffe pretende che venga rigettata in toto la sentenza emessa dal Tar di Brescia, nell'appello presentato il 26 giugno scorso la società nerazzurra chiede invece l'annullamento di quel pezzo di sentenza con cui i giudici amministrativi lombardi hanno di fatto «assolto» la società del presidente Andreoletti dall'accusa di «lite temeraria» e per cui l'Atalanta torna dunque a chiedere una condanna. Insomma, restano lontani i tempi in cui la rivalità tra le due principali società calcistiche provinciali si limitava agli aspetti più prettamente sportivi. Di mezzo c'è un bando che l'Albinoleffe non ha mai digerito, perché a suo dire troppo tagliato sulle caratteristiche della società atalantina, dalla capienza dello stadio agli interventi richiesti alla nuova proprietà entro 5 anni dalla compravendita dell'impianto.

Da qui la presentazione dei ricorsi da parte dell'AlbinoLeffe, che finora però hanno sempre dato ragione all'Amministrazione comunale. Prima della sentenza del 27 aprile scorso, il Tar di Brescia si era infatti già pronunciato una prima volta, ad agosto di un anno fa, respingendo una prima richiesta di sospensiva del bando avanzata dalla società seriana.

E mentre si aspetta il fischio d'inizio di questa nuova diatriba legale, nel frattempo, com'è noto, sono slittati di un anno i lavori di riqualificazione dello stadio e dell'area circostante, che spetteranno dunque all'Atalanta. Sulla sponda seriana, invece, è ancora viva l'idea di portare avanti il progetto per la costruzione di un nuovo stadio dell'AlbinoLeffe. Nessuna delle due società intende commentare oltre la vicenda che le vede protagoniste nelle aule di tribunale. Da parte sua, invece, il Comune ostenta una certa tranquillità: «Siamo forti di una sentenza del Tar che è stata molto chiara e che dà conferma di quello che abbiamo sempre sostenuto - ha detto l'assessore all'Edilizia pubblica e privata, Francesco Valesini -. Riteniamo che la procedura sia stata fatta nel modo migliore. Ora sentiremo quale sarà il pronunciamento del Consiglio di Stato, tuttavia nelle sue motivazioni la sentenza del Tar è già stata sufficientemente esplicita nel riconoscere la bontà e la correttezza della procedura adottata dall'Amministrazione e ci auguriamo che anche il Consiglio di Stato confermi la posizione espressa dal Tribunale amministrativo lombardo».