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28/02/2020

Stadio, Rocco ora è pronto a dire stop

La Repubblica - Massimo Basile

la fiorentina
new york - L'ipotesi Campi sembra tramontata per i troppi vincoli e le incertezze sulla fattibilità. L'appello lanciato dal presidente della Fiorentina Rocco Commisso agli altri sindaci dell'area metropolitana a presentare proposte è andato deserto. L'idea di ristrutturare il Franchi non è presa in considerazione: «tocca al Comune ristrutturarlo», dicono. Un intervento che, sostengono, andrebbe fatto perché lo stadio ha bisogno di manutenzione. Quando il pubblico salta sui gradoni, pezzi di intonaco vengono giù, i bagni sono vecchi, i riflettori hanno lampade fulminate non più in produzione, il tabellone elettronico nella curva Marione perde pezzi. ● a pagina 7 new york - L'ipotesi Campi sembra tramontata per i troppi vincoli e le incertezze sulla fattibilità. L'appello lanciato dal presidente della Fiorentina Rocco Commisso agli altri sindaci dell'area metropolitana a presentare proposte è andato deserto. L'idea di ristrutturare il Franchi non è presa in considerazione: «tocca al Comune ristrutturarlo», dicono. Un intervento che, sostengono, andrebbe fatto perché lo stadio ha bisogno di manutenzione. Quando il pubblico salta sui gradoni, pezzi di intonaco vengono giù, i bagni sono vecchi, i riflettori hanno lampade fulminate non più in produzione, il tabellone elettronico nella curva Marione perde pezzi. «Il nostro stadio è come una vecchia Ferrari senza pezzi di ricambio», commentano gelidi a New York. Una Ferrari che, in futuro, sostengono, potrebbe non superare i parametri Uefa, costringendo la Fiorentina a emigrare in altri stadi per le partite in Europa. E senza che questo sacrificio venga compensato dalla costruzione del nuovo stadio.
Al momento lo scenario è quello del muro contro muro tra Commisso e il sindaco Dario Nardella. Il primo non ha gradito l'assenza di informazioni sui costi nei mesi di incontri tra i rispettivi staff tecnici, il secondo ha ribadito di essersi mosso seguendo la legge perché in gioco c'è un terreno pubblico.
I tecnici dell'imprenditore italoamericano si sono chiesti se non ci fosse anche un potenziale «vizio di forma» nel bando pubblico. Con l'obbligo di costruzione dello stadio, l'area poteva avere come acquirente solo Commisso, proprietario dell'unica squadra di calcio nell'area in grado di riempirlo.
Per questo, secondo gli americani, il Comune di Firenze avrebbe potuto avviare una discussione più approfondita, in modo da offrire alla proprietà la possibilità di studiare una strategia e soddisfare le parti, rivalutando l'area, accontentando il Comune e ponendo le basi per un nuovo progetto calcistico e imprenditoriale. Il bando, dicono, è stato un freddo «prendere o lasciare», come se la Fiorentina fosse solo di Commisso e non della città. Per questo, l'italoamericano, deluso, ha detto ai suoi di «lasciare».
Niente Mercafir. E, considerata l'assenza di alternative, niente stadio nuovo.
Potrebbe essere una strategia, per rilanciare la palla all'amministrazione. Ci sono molti interessi in gioco. Per il presidente la realizzazione dello stadio è considerata necessaria per costruire un club che, parole sue, «possa sfidare la Juve». Senza, è impossibile. Secondo gli americani, ne avrebbe guadagnato anche il Comune in termini di tasse. Presto verrà presentato dalla società uno studio sull'impatto economico della Fiorentina nei conti pubblici. Partita a scacchi, in attesa della prossima mossa.
Prima della sfida con il Milan, il vicepresidente, Joe Barone, si è incontrato in una stanza con il sindaco. Sono stati visti entrare da soli, non c'erano altre persone. È presumibile che abbiano parlato di stadio, che ognuno abbia fatto valere le proprie ragioni: i costi che possono arrivare a 100 milioni senza garanzie di andare avanti, secondo Barone; gli obblighi di legge imposti dal bando pubblico, secondo Nardella. I due sono poi usciti con il volto teso e, seppure con freddezza, si sono presentati insieme in tribuna, cinque secondi prima che cominciasse la partita.
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Foto: kConfronto Rocco Commisso ( a sinistra) e Dario Nardella


Foto: kL'analisi Lo staff di Rocco Commisso ha studiato tutte le ipotesi per il nuovo stadio, ma non convincono le ipotesi Mercafir, Campi Mentre anche per la ristrutturazione del Franchi, secondo il patron viola, ci sarebbero troppi vincoli