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12/12/2018

Stadio, gli australiani: con noi anche imprenditori locali

Corriere della Sera - Bertelli

Rigamonti Nuovo incontro in Loggia con il sindaco
Il gruppo australiano interessato alla ristrutturazione del Rigamonti è tornato in Loggia. L'interesse degli australiani è concreto, ci sono stati incontri positivi anche con otto «stakeholders» (dialoghi fitti in Aib e in Camera di Commercio). L'idea australiana è presto detta: 50 mila metri quadrati attorno allo stadio per il commerciale e 100 milioni di investimento. Il sindaco Emilio Del Bono ha comunicato al gruppo australiano le tempistiche e le procedure del bando pubblico: la bozza sarà pronta a fine gennaio. Il gruppo di investitori che viene dall'Australia ha confermato il proprio interesse: siamo della partita. a pagina 4

La partita in Loggia tra la cordata australiana e il sindaco Emilio Del Bono, durata circa un quarto d'ora, è finita zero a zero. Il risultato previsto. Nessun passo in avanti rispetto a settembre sul fronte stadio («Non ho guardato progetti, nè discusso di aspetti tecnici: sarebbe prematuro farlo ora», così il primo cittadino), bensì la presa d'atto delle rispettive posizioni. Del Bono ha comunicato, «era un doveroso gesto di fairplay», tempistiche e procedure del bando pubblico. Il gruppo australiano ha confermato di essere della partita: «Noi siamo pronti per la gara, c'è anche l'equilibrio sui volumi».


Avanti con il bando

Il bando pubblico, cui far pervenire le manifestazioni d'interesse, è previsto - come anticipato due settimane fa - tra fine febbraio e inizio marzo. Il sindaco è stato più preciso: «La bozza sarà pronta a fine gennaio, ne discuteremo con la giunta, quindi pubblicheremo la versione definitiva». I tempi sono accettati anche da John Caniglia e Andrew Lawson - le figure principali della «formazione» australiana - che non paiono essere stati turbati dall'apertura ad altri soggetti: «C'è un rallentamento nella tempistica, ma capiamo la necessità di trasparenza del Comune. Il bando era un passo atteso, ci fa piacere che esistano dei tempi da rispettare».


La fiducia australiana

L'ottimismo, nonostante la percepibile cautela dell'interlocutore, è suffragato dagli incontri «positivi» con i portatori di interesse, gli «stakeholders» (sarebbero otto: oltre alla nota visita ad Aib, i dialoghi sono fitti con la Camera di Commercio) con cui gli Aussie si sono interfacciati: «Abbiamo avuto riscontri dall'imprenditoria locale - ha detto Lawson - con loro si potrà costruire qualcosa per la città. Noi andiamo avanti con fiducia». L'equilibrio di cui parla Caniglia è da riassumere in due cifre: 50 (mila) e 100 (milioni). La prima indica i metri quadri richiesti attorno allo stadio: la cordata si fa forza della legge sugli stadi - la linea guida del sindaco stesso - che autorizza strutture immobiliari finanziariamente funzionali alla costruzione dello stadio. Chi ha visionato il progetto, che comprende (oltre al prato retrattile, sotto il quale preparare il pavimento necessario per concerti e convegni) la costruzione di cinema, hotel e altri uffici, lo definisce «molto molto ambizioso». E la ripetizione è sostenuta dalla cifra (confermata) dell'investimento, oltre 100 milioni.


I timori della Loggia

Una tripla cifra che eccita gli acquirenti, i quale ritengono di offrire a Brescia un treno unico e uno stadio con pochi eguali. Ma induce il Comune, intenzionato a evitare un'anarchia gestionale, a fare da pompiere. In passato, non solo per uno stadio che deve essere riqualificato, con altri progetti magnificenti (ad esempio Nibiru Planet) ci si è scottati. E, pur essendo un paradosso, gli australiani paiono intravedere una grandeur internazionale bresciana che la città stessa oggi non scorge. Del Bono teme di vedere rivoluzionata l'intera area di Mompiano: preferirebbe riqualificare stadio e quartiere senza toccare il parco Castelli, il piano naufragato a causa del cambio al vertice del Brescia Calcio nell'agosto 2017. E Massimo Cellino, principale fruitore del Rigamonti, non è un attore secondario. Dalle sorti della sua squadra, come accaduto per la pallacanestro, dipenderanno anche le tempistiche. Interrogato sugli scenari in caso di ascesa in Serie A, ieri il sindaco ha detto che il problema stadio è «strutturale e non temporale, non serve una soluzione transitoria». Il prossimo settembre, tuttavia, nella migliore delle ipotesi calcistiche, andrebbe trovato un impianto in cui giocare. E gli australiani, a quanto trapela, non metterebbero paletti a un progetto provvisorio come lo stadio prefabbricato in tubolari ( realizzabile persino in 3-4 mesi), molto gradito al patron sardo, che sarebbe la toppa al buco in attesa di indossare l'abito della festa. La partita deve ancora entrare nel vivo, ma è già tempo di pensare alla strategia per affrontarla.


Luca Bertelli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Il triangolo

Emilio Del Bono (a sinistra) con Andrew Lawson (al centro) e John Caniglia (a destra): ingegnere il primo, uomo d'affari il secondo, sono innamorati di Brescia e da febbraio lavorano per il nuovo stadio

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