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08/09/2020

Stadi, grandi opere e cantieri veloci Semplificazioni avanti con «fiducia»

Avvenire - VINCENZO R. SPAGNOLO

IL PROVVEDIMENTO Dopo le tensioni dei giorni scorsi, la maggioranza regge senza problemi con 157 sì e 82 no La settimana prossima esame sprint alla Camera: non c'è tempo per correzioni, verso una nuova fiducia
Deroghe al Codice degli appalti e modello Genova per far "correre" 50 infrastrutture strategiche Renzi ringrazia il premier: ci ha ascoltati
S enza particolare pathos , la fiducia posta dal governo Conte sul decreto legge per le semplificazioni ha ottenuto ieri il sì del Senato. Numeri alla mano, il testo ha incassato 157 voti favorevoli, a fronte di 82 no e di una sola astensione, quella di Meinhard Dur nwalder della Svp (i altri due suoi colleghi di partito, Julia Unterberger e Dieter Steger, hanno votato sì). I votanti sono stati 240, con una maggioranza fissata dunque a quota 120. Si tratta della prima lettura per il provvedimento che ora andrà all'esame della Camera dei deputati, che dovrà essere per forza di cose molto rapido, giacché il testo dev'essere convertito in legge entro il 14 settembre. Nessuna fibrillazione. Sul piano politico, dopo le vistose assenze dei giorni scorsi alla Camera sul decreto Covid (sia sulla fiducia che sul voto finale), l'attenzione era puntata sull'Aula di Palazzo Madama. Ma chi aveva adombrato qualche timore è stato immediatamente smentito: tra i senatori della maggioranza, erano assenti solo in sei, tutti giustificati. Nessuna fibrillazione, insomma, per il premier e per l'esecutivo. In tutto, tra congedi e assenze non giustificate, i senatori non presenti sono stati 78 (fra cui molti del centrodestra, compreso il leader leghista Matteo Salvini). Non hanno preso parte alla votazione neppure i senatori a vita Mario Monti, Liliana Segre, Giorgio Napolitano, Renzo Piano e Carlo Rubbia. Renzi: grato al premier. Da parte del governo, l'esito del voto è stato accolto con pacata soddisfazione, anche se il testo dovrà ora andare al vaglio del secondo ramo del Parlamento. «Un buon punto di partenza sulla lunga strada della semplificazione», lo definisce la ministra della P.a. Fabiana Dadone, precisando che «il nostro sforzo di semplificazione non si esaurisce certo con questo provvedimento». Il lavoro, prosegue la ministra, «è continuo. Tuttavia, siamo di fronte a un passaggio importantissimo per consentire al Paese di tornare a correre più veloce di quanto accadesse ancor prima dell'arrivo della pandemia». Nella maggioranza, esulta il leader di Italia Viva Matteo Renzi: «Per Iv è un giorno di festa - argomenta -, abbiamo portato all'attenzione di maggioranza e Parlamento il tema di un "piano choc", qui denominato dl Semplificazioni. Il governo è stato di parola, sono grato al premier Conte perché c'è molto di ciò che avevamo chiesto». I contenuti. Nel provvedimento, sono presenti interventi in settori cruciali per l'economia e la pubblica amministrazione: si va dallo sblocco di almeno una cinquantina di grandi opere pubbliche come Mose e Tav (in Italia quelle ferme sono 750, per un totale di 60 milardi di investimenti), attraverso una corsia preferenziale ispirata al mode llo Genova adottato nella ricostruzione del Ponte Morandi, a nuove misure su contratti e digitalizzazione della P.A. Ma ci sono pure mutui agevolati per giovani agricoltori, misure green come le strade urbane ciclabili e norme per facilitare il rifacimento degli stadi. È stato invece eliminato, non senza qualche polemica, un emendamento «sblocca consulenze» per dare il via libera al lavoro extra per professori e ricercatori. Gli stralci. Per il maxi emendamento del governo, sul quale il ministro per i Rapporti col Parlamento Federico D'Incà ha chiesto la fiducia, è giunta una decina di richieste di stralcio. Uno l'ha effettuato la presidente del Senato Elisabetta Casellati, che ha spuntato dal testo una curiosa norma inserita in Commissione, che avrebbe consentito alla Provincia autonoma di Bolzano di assumere personale sanitario che conoscesse solo la lingua tedesca e non anche l'italiano. Infine, è stata inserita una norma «particolarmente urgente» per prorogare al 30 novembre 2020 i termini per la concessione dei contributi per il sisma del Centro Italia.

Le semplificazioni

GLI APPALTI fino al 31 dicembre 2021 Fino a 150.000 euro affido diretto alle ditte I FUNZIONARI PUBBLICI Più rischi per chi tiene ferme le opere (es. danno erariale) LO SBLOCCO DEI CANTIERI Ricorsi e cause in Tribunale non fermano opere urgenti STOP ALLE ATTESE La P.A. che respinge deve motivare in una sola volta BUROCRAZIA AMICA Costi burocratici comprimibili (detrazioni, bonus fiscali...) EDILIZIA Demolire/ricostruire più semplice, senza maggior consumo di suolo AZIENDE Più contributi alle imprese (Nuova Sabatini) CITTADINI Accesso facile alle banche dati Fino a 5 milioni di euro e per urgenze da Covid senza bando di gara Stop alla "paura della firma" (es. riforma abuso d'ufficio) Una squadra di tecnici dedicata a risolvere subito gli intoppi 60 giorni di tempo alla P.A. su autorizzazioni Conferenza servizi Trasparenza sui tempi della P.A. Incentivi per riqualifica, bonifiche, ambiente, rete idrica... Contributi più facili al settore agricolo App sullo smartphone, al posto di file agli sportelli e scartoffie