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12/10/2021

Srl costituite on line, la palla resta ai notai (e pure la piattaforma tecnica)

ItaliaOggi - LUCIANO DE ANGELIS

Verso la permanenza dell'esclusiva a favore dei notai per la nascita delle srl on line. È quanto appare desumibile dal parere congiunto emanato dalle commissioni riunite della camera dei deputati in merito allo schema di decreto legislativo recante il recepimento della direttiva (Ue) 2019/1151 recante modifica della direttiva 2017/1132 per quanto concerne l'uso strumentale di processi digitali del diritto societario, varato in via preliminare dal Consiglio dei ministri il 5 agosto 2021 (si veda ItaliaOggi del 5/8/2021). Il decreto dovrebbe vedere la sua approvazione definitiva a breve anche perché la direttiva 2019/1151 doveva essere adottata entro il primo agosto scorso. Il nodo del contendere. L'articolo 2, comma 1, dello schema di decreto legislativo prevede che «L'atto costitutivo delle società a responsabilità limitata e delle società a responsabilità limitata semplificata aventi sede in Italia e con capitale versato mediante conferimenti in denaro, può essere ricevuto dal notaio, per atto pubblico informatico, con la partecipazione in videoconferenza delle parti richiedenti o di alcune di esse. Gli atti di cui al primo periodo sono ricevuti mediante l'utilizzo di una piattaforma telematica predisposta e gestita dal consiglio nazionale del notariato». A riguardo, è stato chiesto un parere alle commissioni parlamentari in merito alla possibilità di consentire la costituzione delle predette società attraverso piattaforme telematiche presso le Camere di Commercio (evidentemente senza la presenza obbligatoria di notaio) utilizzando modelli standard adottati con decreto del ministero dello Sviluppo economico. Il precedente delle start-up innovative. Con il decreto legge n. 3 del 24 gennaio 2015, convertito con legge 24 marzo 2015 n. 33 e successivo dm 17 febbraio 2016 era già stata introdotta in Italia la possibilità di costituire start up innovative attraverso un modello standard in forma elettronica, con firma digitale senza richiesta di alcuna autentica di sottoscrizione. Il modello peraltro, era stato oggetto di una precisa pronuncia del Consiglio di Stato che con sentenza n. 2643 del 29 marzo 2021, accogliendo il ricorso del Consiglio nazionale del Notariato , aveva annullato il dm del 2016 inibendo di fatto la costituzione di società di capitale al di fuori degli studi notarili. A riguardo, peraltro è dovuta intervenire una sorta di sanatoria (attraverso l'art. 39 septies del decreto legge 31 maggio 2021, n. 77, introdotto dalla Legge di conversione 29 luglio 2021, n. 108) con cui si è previsto che gli atti costitutivi, redatti con le modalità alternative all'atto pubblico secondo le disposizioni dettate dal decreto del ministro dello Sviluppo economico 17 febbraio 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 56 dell'8 marzo 2016, restano validi ed efficaci e conseguentemente le medesime società conservano l'iscrizione nel registro delle imprese. Il Parere delle commissioni congiunte. Anche (probabilmente) alla luce di quanto sopra le commissioni riunite II (giustizia) e X (attività produttive commercio e turismo) della camera dei deputati hanno emanato lo scorso 6 ottobre la seguente osservazione (peraltro non vincolante per il governo): «All'articolo 2, comma 1 (dello schema di decreto legislativo in oggetto) si valuti l'opportunità di precisare che la piattaforma telematica sia predisposta e gestita dal Consiglio nazionale del notariato in modalità conformi a quanto previsto dal codice degli appalti». In altri termini non si ipotizza l'utilizzo di piattaforme diverse da quella predisposta dal Notariato e si invita quest'ultimo, nel caso di impiego di società esterna per tale gestione, a selezionare detta società sulla base delle disposizioni proprie degli appalti pubblici. Ineleggibilità amministratori. L'art. 6, comma 2 dello schema di decreto prevede l'obbligo posto in capo agli amministratori di società di dichiarare l'inesistenza, a loro carico, delle cause di ineleggibilità previste dall'articolo 2382 c.c. e di cause di ineleggibilità sussistenti secondo la legge di uno stato membro dell'Unione europea. Onde evitare il gravoso onere in capo agli amministratori di verificare l'assenza di cause di incompatibilità secondo le leggi di ogni stato europeo si chiede al governo di espungere quest'ultima dichiarazione. _ _ _ _ _ © Riproduzione riservata