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26/09/2018

Spunta l’ipotesi del panino per i bambini in classe

Il Centro

la riunione in comune
Vertice con dirigenti scolastici e genitori per studiare il ripristino del tempo pieno La nuova proposta al vaglio della Asl. Domani o venerdì riapriranno le iscrizioni È attesa per oggi la risposta della terza azienda classificata nella gara Ma il sindaco conferma: il servizio ripartirà tra il 15 e il 18 ottobre
di Andrea Bene PESCARA Il panino portato da casa per far mangiare i bambini a scuola è l'ultima ipotesi spuntata ieri pomeriggio nell'affollata riunione tra amministratori comunali, dirigenti scolastici, rappresentanti dell'Ufficio scolastico regionale, della Asl e dei genitori. In tutto una trentina di persone per studiare una soluzione alternativa per il ripristino del tempo pieno nelle scuole, nel caso in cui oggi anche la Serenissima ristorazione, ossia la terza azienda classificata nella gara d'appalto per mense, dovesse dire di no, come ha fatto la seconda, all'offerta del Comune di subentrare nell'appalto da 16 milioni di euro, al posto dell'associazione temporanea d'impresa Cirfood e Bioristoro Italia, liquidata dall'amministrazione comunale a seguito della vicenda dei 200 bambini finiti in ospedale a giugno con sintomi gastrointestinali dopo aver mangiato nelle mense scolastiche. In qualunque caso, domani o venerdì prossimo il Comune riaprirà le iscrizioni alle mense. Lo ha annunciato l'assessore Giacomo Cuzzi . Tramontata definitivamente la proposta del pasto portato da casa dopo il categorico no arrivato ieri, sia dai dirigenti scolastici, che dall'Ufficio scolastico regionale, ora resta in piedi l'ipotesi di un mini spuntino per far mangiare i bambini a pranzo. «Una sorta di seconda merenda», spiegano fonti del Comune, «ad esempio, un panino portato da casa». Ma per metterla in pratica, ammesso che la risposta della Serenissima sia negativa, serve il nulla osta della Asl. Una risposta da questa è attesa per domani. Per gli alunni della scuola d'infanzia, invece, si ipotizza una doppia soluzione: i genitori vanno a riprendere i bambini alle ore di pranzo e poi li riportano nel pomeriggio, o li fanno mangiare a scuola. Ieri il sindaco Marco Alessandrini , l'assessore all'istruzione Cuzzi e il dirigente Fabio Zuccarini hanno assicurato che il tempo pieno ripartirà comunque tra il 15 e il 18 ottobre prossimi. In Comune sembrano ottimisti. Decisamente meno i genitori presenti ieri, suddivisi nei comitati «Noi a mensa», «Per il tempo pieno» e il gruppo di papà e mamme che a giugno hanno avuto i loro bambini ricoverati in ospedale a causa della tossinfezione alimentare, guidati dall'avvocato Paolo Nardella . Tutti premono perché il Comune riattivi al più presto il tempo pieno nelle scuole. Lunedì scorso, hanno inscenato una protesta in Comune. Una soluzione non è ancora uscita fuori. L'unica cosa certa è il no al pasto da casa, richiesto a gran voce dai genitori per ovviare al blocco delle mense. Pasto da casa che, è stato ribadito, non può essere sostitutivo, ma solo aggiuntivo al servizio mensa. Un'altra ipotesi ancora allo studio, nel caso di un rifiuto anche da parte della Serenissima ristorazione, è quello di un affidamento diretto a qualche ditta specializzata, in attesa dei tempi lunghi di una nuova gara d'appalto.

Foto: L'incontro in Comune con i dirigenti scolastici, l'Ufficio scolastico regionale, la Asl e i rappresentanti dei genitori per affrontare il problema delle mense

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