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25/05/2021

Spinta al restyling dei centri storici

La Prealpina

ROMA - Rinnovare i centri storici, tutelando i palazzi di pregio ma rendendo più semplice l'abbattimento di vecchi edifici, costruiti magari negli anni del boom edilizio, che poco hanno a che vedere con il valore storico e artistico delle città italiane. Spinge sulla «rigenerazione urbana» dei centri storici il decreto Semplificazioni, che farà da cornice all'avvio del Recovery Plan italiano. Annunciato in Consiglio dei ministri entro la settimana e con le bozze ancora in fase di limatura, sul decreto dopo l'allarme dei sindacati sugli appalti iniziano a emergere anche i dubbi nella maggioranza, da Leu alla ex ministra Pd Paola De Micheli. Rispettare il cronoprogramma del Recovery è il mantra dell'esecutivo, anche perché eventuali ritardi rischiano di congelare le tranche di fondi europei che la Commissione dovrebbe erogare ogni sei mesi, una volta verificato lo stato di avanzamento dei piani. A Palazzo Chigi è un fine settimana di riunioni proprio per mettere a punto l'agenda di governo e chiudere tutti i provvedimenti da presentare entro maggio. Oltre alle semplificazioni vanno finalizzate anche la governance e le nuove norme per il reclutamento rapido dei tecnici per l'attuazione del Pnrr. Scadenze fissate nel piano inviato a Bruxelles e che Mario Draghi intende rispettare senza ritardi. Alla circolazione delle prime bozze i sindacati già si dicono pronti alla mobilitazione, puntando il dito contro il «subappalto libero» e il massimo ribasso. Ma parole dure arrivano anche da Libera di Don Ciotti e dall'ala sinistra della maggioranza, con Leu che, con il capogruppo alla Camera Federico Fornaro, parla di «rimedio peggiore del male» e l'ex ministro dem De Micheli che chiede al suo partito di intervenire: «Il Pd - dice - non può consentire il ritorno del massimo ribasso negli appalti, perché in quelle pieghe si inseriscono le mafie». Il provvedimento, però, non rivede solo le regole per gli appalti - le più contestate finora - ma interviene su un ampio spettro di procedure che rallentano l'efficienza della macchina pubblica. E porterà anche a un accesso più facile per i condomini alla misura del Superbonus 110%. Ancora in bilico l'estensione agli alberghi, anche per i costi della misura. DI sicuro con le nuove norme i cantieri potranno partire più rapidamente, con meccanismi di autorizzazione più snelli e tempi ridotti per il silenzio-assenso. Ma saranno riviste anche le procedure per il ricambio degli impianti per le rinnovabili, spesso oramai datati.

Foto: Il centro di Roma (ANSA)