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28/05/2020

Spiagge libere: con lettini e chioschi mobili

QN - Il Resto del Carlino

Cinque aree di servizio compariranno a metà giugno lungo i 2,6 chilometri di spiaggia libera pesarese, da Fiorenzuola a Fosso Sejore. Quattro delle cinque aree di servizio saranno costituire da un food truck, ovvero il furgoncino tipico dello street food, e da un deposito per le attrezzature, entrambi di circa 20 metri quadrati. L'ultima area di servizio avrà invece solo il deposito. Il Comune ha attivato ieri il bando per darli in gestione, bando che resterà aperto per 10 giorni. I vincitori potranno ovviamente vendere cibo e bevande attraverso i loro furgoncini. Ma non solo. Potranno anche noleggiare giornalmente lettini e sdraio, ma non ombrelloni, ai bagnanti (con un numero massimo di 100 a Sottomonte, fino a 50 a Baia Flaminia e Fiorenzuola). E custodire lettini e ombrelloni personali dei bagnanti nel deposito, dietro corrispettivo. In cambio, dovranno vigilare sul distanziamento sociale (senza però esserne responsabili, secondo quanto disposto dal protocollo regionale per gli stabilimenti balneari), garantire la pulizia della spiaggia, fornire i bagni chimici e gestire le docce che metterà il Comune. E' la soluzione individuata dal sindaco e dagli assessori Pozzi e Frenquellucci per rendere fruibile la spiaggia libera anche questa estate. «Un modello che è un unicum in Italia - ha commentato ieri l'assessore Pozzi in conferenza stampa -. Così rendiamo fruibile un patrimonio pubblico, che resta libero e senza prenotazione, ma dando un servizio che prima non c'era». Un'area servizio sarà allestita nella spiaggetta di Fiorenzuola, in fondo alla strada che porta al mare. Una seconda nel curvone di Baia Flaminia. Altre due a Sottomonte, nelle piazzette cementate ricomprese tra bagni Bikini e lo Chalet a Mare. Mentre verso Fosso Sejore, all'altezza di 'Al', l'area servizio avrà solo il deposito, senza il food truck. «Quest'estate la parola d'ordine è stare sparsi, andare al mare senza creare assembramenti - ha ribadito il sindaco -. Nella spiaggia libera, gli accumuli di persone si creano vicino agli stabilimenti balneari perché anche chi frequenta la libera ha bisogno di andare in bagno o bere un caffè o fare la doccia. L'obiettivo è spostarli e al contempo dare servizi minimi. Così attrezzeremo cinque tratti di spiaggia libera con servizi base. Non sono concessioni. Tutte le strutture sono amovibili, si mettono e si tolgono in 24 ore. E saranno posizionate in punti già cementati, quindi non saranno intaccate le aree floristiche. E la spiaggia libera resterà tale». Al bando per la gestione delle aree di servizio può partecipare chiunque, sia in forma individuale che associata. «Sceglieremo il vincitore in base alla qualità del progetto che ci presenterà - ha continuato Ricci -. Non gli chiediamo di fare investimenti: sia il food truck che i bagni chimici sono in affitto e le docce le mette il Comune. Ma ci interessa che garantisca i servizi e se non lo farà, la concessione come gliela abbiamo data gliela togliamo in 24 ore. La prima verifica la faremo già a fine giugno, poi una seconda a fine luglio». E sul timore degli ambientalisti che da sperimentazione questo modello possa diventare fisso, il sindaco risponde: «Io penso di essere più ambientalista di molti di loro. In questo caso comunque hanno torto. Questo modello vale solo per quest'anno. Ma resto dell'idea che anche nella libera vada dato il diritto a tutti di fare la doccia, andare in bagno e godersi una spiaggia pulita ed è irrealistico pensare che possa farlo il Comune». Patrizia Bartolucci