MENU
Chiudi
08/11/2018

Spese per 4 miliardi allarme per gli appalti a trattativa privata

La Repubblica - ALESSANDRA ZINITI

Il dossier La gestione dei centri
Il rapporto Openpolis-Actionaid: costi raddoppiati nel 2017. Ma il vero nodo è la trasparenza: i modelli agli antipodi di Trapani e Torino
, ROMA L'impennata di quello che Matteo Salvini chiama il business dell'accoglienza è dell'anno scorso quando gli importi dei bandi delle prefetture per i centri schizzarono oltre i 3 miliardi e 800 milioni raddoppiando quasi la spesa del 2016. Oggi che i migranti ospiti sono scesi dai 173.000 dell'anno scorso ai 144.000 di oggi, il governo ha previsto di spendere nel 2019 poco più di 2 miliardi di euro, praticamente la metà.
Soldi che, come già successo fino ad ora, saranno gestiti nella quasi totalità dalle prefetture visto che già adesso, e ancor di più con il decreto sicurezza che azzoppa gli Sprar (il sistema di ospitalità diffusa), i richiedenti asilo saranno sistemati nei centri di accoglienza straordinaria.
Se "mangiatoia" (per usare un termine caro a Salvini) c'è stata nell'accoglienza dei migranti è dunque nelle pieghe degli oltre 10mila contratti pubblici firmati dalle prefetture che bisogna cercarne la chiave.
"Centri d'Italia", dettagliato studio di Openpolis e Actionaid su bandi, gestori e costi dell'accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati, basato su dati dell'Anac, traccia per la prima volta una mappa su chi ha messo a bando i servizi, chi se li è aggiudicati, con quali modalità e con quali preventivi di spesa. E viene fuori che, nel quinquennio 2012-2017 (gli anni in cui il numero di immigrati presenti in Italia è passato da 20mila a 170mila), la spesa per i centri non è mai stata omogenea e anzi le sacche di ambiguità in cui sono stati impiegati i soldi pubblici sono notevoli. In altre parole, ogni prefettura ha fatto come gli pareva.
Torino e Trapani, i due esempi totalmente agli antipodi e non solo geograficamente: Torino nel 2017 ha assegnato contratti per 44 milioni di euro soprattutto ad associazioni non profit facendo ampio ricorso alle procedure negoziate, che non sono garanzia di trasparenza e concorrenzialità ma quantomeno prevedono la convocazione di diversi operatori per l'assegnazione dell'appalto. Sempre meglio della prassi seguita dalla prefettura di Trapani (una delle città con una maggiore incidenza di migranti nei centri e di minori non accompagnati) che ha quasi sempre scelto la strada dell'affidamento diretto con rare eccezioni. E più d'una inchiesta giudiziaria, negli anni scorsi, ha portato alla luce gli affari di un giro di cooperative sotto l'ombrello protettivo della Caritas e di alcuni politici che avevano fatto della distribuzione dei posti di lavoro nelle strutture di accoglienza uno degli strumenti più efficaci del loro controllo del voto. In un caso in una struttura classificata dalla prefettura come "abitazione" è stata riscontrata una capienza di ben 96 posti letto.
Complessivamente, fino al 2016, la procedura dell'affidamento diretto (giustificata anche con l'emergenzialità che ha caratterizzato in quegli anni gli sbarchi) è stata la scorciatoia con la quale è stata affidata la maggior parte dei servizi. Poi il varo del nuovo codice degli appalti e una serie di pareri del presidente dell'Anticorruzione Raffaele Cantone sulle "buone pratiche" da seguire ha aperto la strada al nuovo schema di capitolato di appalto per i centri di accoglienza varato con decreto dall'ex ministro dell'Interno Marco Minniti a marzo 2017. È, per intenderci, il capitolato che - dopo lo scandalo di Mafia capitale e il commissariamento del Cara di Mineo e del suo mega-appalto da 100 milioni di euro - ha portato all'assegnazione della nuova gestione (partita a settembre) con il dimezzamento della cifra e una procedura più trasparente divisa in quattro lotti. E, seguendo la stessa strada, tra il 2016 e il 2017 l'importo messo a bando in tutta Italia con procedure aperte a evidenza pubblica è cresciuto di circa un miliardo di euro.
Roma, con quasi 640 milioni, la città italiana che negli ultimi cinque anni ha speso di più per la gestione dei centri di accoglienza.
Quanto costano i centri I numeri Migranti presenti nei centri di accoglienza nel 2017 173.000 l '80 % dei quali ( 148.502) nei Cas, Centri di accoglienza straordinari Spesa per l'accoglienza nel quinquennio 2012-2017 10.000 bandi pubblici per complessivi 7.701.580.802 Tra il 2016 e il 2017 gli importi sono cresciuti del 98,4 % 1.870.075 nel 2016 3.831.255 nel 2017 nel 2017 euro euro euro Procedure per l'assegnazione dei contratti pubblici Procedura aperta Aidamento diretto via accordo quadro Aidamento diretto (2012-2018, in euro) 61% 20,54% 6,60% Le prefetture che hanno speso di più in bandi per l'accoglienza Roma Napoli Milano Bari Torino Trapani Cuneo Brescia Avellino Genova 639.391.890 376.249.359 319.291.960 233.877.325 193.456.490 156.765.265 155.772.070 148.791.445 142.430.614 134.987.271 Fonte: Openpolis/Actionaid

Foto: ORIETTA SCARDINO/ANSA


Foto: Un richiedente asilo durante una lezione nel centro di accoglienza di Mineo, in Sicilia

Richiedi una prova gratuita

Compila il form per ricevere gratis e senza impegno tutte le gare profilate per il tuo settore