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05/05/2021

«Spesa pubblica e appalti La colpevole inerzia costa centinaia di milioni in più»

Corriere del Trentino

Corte dei conti, il procuratore Pozzato: criticità in un contesto sano Società partecipate Fiume di denaro, sono necessari maggiori controlli
Tanto è stato fatto, basta allungare lo sguardo sui numeri snocciolati in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario, ma la spesa pubblica rivela ancora «molte criticità, in particolare nel settore degli appalti». È una riflessione approfondita che guarda anche al futuro quella del procuratore regionale della Corte dei Conti Marcovalerio Pozzato che a breve lascerà il Trentino per assumere un nuovo prestigioso incarico come presidente aggiunto della Sezione giurisdizionale regionale per l'Emilia Romagna. Procuratore, fin dal suo arrivo in Trentino nel 2016 ha rimarcato l'importanza di contrastare «illegittimi favoritismi» nella pubblica amministrazione. Ora dopo quattro anni di intenso lavoro, gli atti di introduzione al giudizio sono più che raddoppiati, lascia il Trentino per un assumere un nuovo incarico, può tracciare un bilancio? «Il bilancio è dal mio punto di vista molto positivo non solo per i "numeri" giudiziari; nel redigere una sorta di "consuntivo" voglio e debbo pensare agli effetti indotti dall'azione della Procura da me diretta. Mi spiego: non occorre solo valutare le condanne ottenute e le incolpazioni, è necessario prendere in considerazione il sorgere di "good practices" nella pubblica amministrazione, cui conseguono risparmi di assoluto rilievo, che nel caso del Trentino ammontano a vari milioni di euro. Oltre a ciò, pensiamo alla valorizzazione di dipendenti inutilizzati o mortificati. Pensiamo all'utilizzazione degli uffici tecnici comunali, in cui tutti i dipendenti sono ora chiamati a fare del loro meglio, ad esempio in termini di attività di progettazione o d i d i re z i o n e d e i l a vo r i (quando, in precedenza, i tecnici erano messi da parte per far posto ai costosi professionisti di turno, amici del sindaco o dell'assessore). Oppure pensiamo all'Avvocatura dello Stato, la cui opera in favore degli enti locali è da ricollegare alla minore spesa per milioni di euro (nonché a una percentuale di circa il 70 per cento di cause vinte)». In occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario ha espresso soddisfazione per la "notevole diminuzione di casi, in passato estremamente diffusi, da ricollegare a illegittimi e costosi affidamenti a professionisti esterni", quali sono a suo avviso le altre criticità nella spesa pubblica? «Permangono, in effetti, grandi criticità. Penso alle problematiche relative agli appalti pubblici. La mancata trasparenza e la supposta (provocata) indifferibilità degli interventi in molte opere pubbliche (credo opportuno sottolineare che l'urgenza va ricollegata all'assoluta imprevedibilità e non ad anni di colpevole inerzia che determinano la necessità di porre riparo a situazioni critiche) determinano annualmente, in via diretta o indiretta, maggiori spese per centinaia di milioni di euro nel solo Trentino. In sostanza, alcune cosiddette "emergenze" rispondono in realtà a situazioni provocate ad arte, per mancata colpevole programmazione o a voluta inerzia, allo specifico fine di interpellare ditte e professionisti nella totale mancanza di ogni comparazione legata alla concorsualità e alla libera concorrenza». Sempre in tema di consulenze, recentemente il sindaco di Brentonico, Christian Perenzoni, si è dimesso per motivi personali, ma nel suo m e s s a g g i o d i s a l u t o h a espresso il suo rammarico per la condanna della Corte dei Conti relativa all'affidamento di un incarico esterno per la variante del Prg. Il sindaco ha ribadito l'importanza del ruolo della magistratura contabile, ma ha spiegato anche che "i Comuni sono stati messi troppo sotto pressione e diventa difficile amministrare". Cosa ne pensa? «Non voglio entrare nel merito della situazione singola, ma rilevo, in via del tutto generale e senza alcun collegamento con la specifica vicenda, che la cosiddetta "paura della firma" andrebbe in realtà rubricata come "voglia di impunità" o "desiderio di irresponsabilità": il principio della responsabilità del pubblico dipendente e dell'amministratore (scolpito nell'articolo 28 della Costituzione) costituisce una delle colonne dello Stato di diritto». Nel 2020 le attività di indagine hanno portato alla contestazione di danni erariali di una certa entità relativi alle società in house, penso a Trentino Digitale. Secondo lei la Provincia dovrebbe ripensare un sistema di controllo più efficace dei fondi destinati alle partecipate? «Assolutamente si. Il sistema delle partecipazioni pubbliche è stato talvolta utilizzato per l'impiego di soldi del cittadino senza alcun controllo. Dalle società partecipate scorre un grande flusso di denaro che diventa come un fiume carsico: fluisce ma non si vede più, con buona pace della verifica dei risultati da parte dei cittadini e degli organi di controllo». Alcune indagini che hanno impegnato la Procura in questi anni riguardano le rendite catastali delle centrali idroelettriche, le difese sostengono che i calcoli siano molto complessi e che vengono fatti sulla base di norme e circolari ministeriali. C'è un problema di natura giuridica o di interpretazione delle norme? «La risposta è negli atti di accusa di questa Procura. Le plurime incolpazioni mosse presuppongono colpevoli (dolose) omissioni: in sostanza, la Procura ha evidenziato come i veri valori delle rendite siano stati occultati e volutamente messi da parte, con conseguente minori introiti per milioni e milioni di euro per i Comuni interessati e corrispettivo arricchimento non solo degli azionisti pubblici interessati (Provincia, Comuni di Trento e Rovereto) ma anche dei privati, per i quali la partecipazione nell'idroelettrico costituisce la classica gallina dalle uova d'oro». Quali sono secondo lei gli ambiti che mostrano criticità sui quali la Procura dovrà continuare a mantenere alta l'attenzione? «Tutto il settore degli appalti: non solo con riferimento ai servizi, ma alle pubbliche forniture. Si pensi, ad esempio, ad acquisti per centinaia di migliaia di euro per materiali assolutamente inutili (magari anche superpagati), ovvero di fatto inutilizzati e lasciati ad impolverare nei magazzini (non pensiamo solo a apparecchiature elettroniche o a software, ma anche, ad esempio, libri). Non parlo solo di Provincia e Enti locali, ma anche e soprattutto delle Società partecipate». Procuratore, più di quattro anni in Trentino, cosa le lascia l'esperienza in questa provincia? «Anzitutto, mi lascia un legame affettivo con questa terra e con i trentini. Al di là dell'aspetto squisitamente personale, che mi porta a pensar e a u n m i o r i t o r n o i n provincia, in tempi non lunghi, con diverse funzioni, sono legato a questa realtà anche in qualità di docente al Dipartimento di economia dell'università: circostanza che mi consente una periodica presenza a Trento e di svolgere attività in favore della pubblica amministrazione al di fuori del servizio per la Corte dei conti. La quantità di lettere di cittadini che arrivano in Procura mi induce poi a pensare che la pubblica amministrazione ora pensi alle proprie spese con maggiore attenzione rispetto al passato». Dafne Roat

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ono gli anni trascorsi da quando, nel 2016, il procuratore regionale Marcovalerio Pozzato ha preso le redini della Procura della Corte dei Conti di Trento

L'attività

● Il procuratore della Corte dei Conti Marcovalerio Pozzato dopo quasi cinque anni di intensa attività lascerà il Trentino per assumere un nuovo incarico con un ruolo da giudicante in Emilia Romagna ● Nel corso degli ultimi quattro anni di attività della Procura contabile gli atti di citazione a giudizio sono quadruplicati e solo nel 2020 l'erario ha recuperato 609mila euro ● Le richieste di supporto all'Avvocatura dello Stato sono cresciute del 282% , questo ha portato a un risparmio per gli enti pubblici di oltre un milione di euro solo nel 2020

Foto: onsulenze Funzionari con "paura della firma", serve più responsabilità


Foto: Forniture Tanti acquisti lasciati a impolverare i magazzini


Foto: L'analisi Il procuratore Marcovalerio Pozzato lascia Trento e traccia un bilancio a «luci e ombre» sulla gestione della spesa pubblica