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26/05/2020

Specchio dei tempi

La Stampa

«Cara sindaca, cosa ne pensa dei vigili urbani?» - «Appalti, meglio le leggi di Giolitti» «Il ritorno delle prostitute ed i rischi del contagio»
Un lettore scrive: «In questi giorni torna alla ribalta il fatto che molte persone si lamentano degli scarsi controlli da parte dei vigili urbani (ad esempio circa assembramenti, mancato uso mascherine sui mezzi, persino tolleranza verso una macelleria clandestina aperta da 8 mesi). In passato vi sono state delle lettere alle quali il comandante dei vigili ha risposto asserendo che il loro corpo è oberato da mansioni che la procura richiede loro. «Ma la Sindaca Appendino cosa ne pensa? Mi pare che attualmente ha le deleghe alla polizia municipale e alla Sicurezza a seguito delle dimissioni dell'assessore Roberto Finardi. Ai sensi del regolamento di polizia municipale del 1995, il Corpo dipende direttamente dal sindaco o dall'assessore delegato, che impartiscono ordini e direttive tramite il comandante del Corpo, responsabile del servizio. Lei è d'accordo con la risposta del Comandante? La condivide?». SILVIO T. Un lettore scrive: «Per far ripartire gli appalti, i cantieri e l'edilizia in generale non v'è che un modo: fare un bel falò di buona parte delle leggi emanate dalla seconda (terza e quarta) Repubblica, e tornare ai precedenti testi normativi, forse datati, ma esemplari nella loro chiarezza. Mi riferisco, per esempio, alla Legge n. 2248 del 1865 (Legge opere pubbliche) e al regio decreto n. 350 del 1895 (regolamento opere pubbliche). Un imprenditore edile "vecchio stampo" vi potrà confermare che nel loro ambiente questi testi erano la "Bibbia". Tutto questo impianto normativo, per varie ragioni politiche, è andato in crisi a partire dalla metà degli anni novanta (post tangentopoli). La legge dei Lavori pubblici è stata "asfaltata" prima dalla "legge quadro" (1994), poi dal nuovo regolamento Merloni (1999), fino al famigerato Codice degli appalti del 2016 voluto dal governo Renzi: un testo incomprensibile, paranoico, fuori contesto, che ha bloccato tutti i cantieri. Torniamo alle leggi del periodo giolittiano finché siamo ancora in tempo». STEFANO MASINO, ASTI Un lettore scrive: «Ho notato con disappunto e preoccupazione il ritorno della prostituzione nei viali periferici cittadini, anche in pieno giorno. Tenendo presente che questo "mestiere" è veicolo di contagio del virus, mi chiedo come mai le forze dell'ordine non siano intervenute immediatamente come facevano durante il lockdown con i cittadini che avevano comportamenti pericolosi. « I commercianti, per poter lavorare correttamente, devono osservare severe disposizioni sanitarie. A quanto pare la legge non è mai uguale per tutti». CLAUDIO R.

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