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01/12/2018

Spada si è difeso: «Già pagato tutto»

La Prealpina

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Caso Eolo, chiesta la liberazione. «In regola da due anni»
Luca Spada si è presentato davanti al gip Piera Bossi con un faldone zeppo di documenti e con la certezza della sua innocenza. Convinzione riassumibile in tre punti: il furto non c ' è perché l ' aria non si può rubare, dal 13 novembre 2016 aveva interrotto l ' utilizzo della banda incriminata e soprattutto per quell ' uso inopportuno ha già pagato nella sede competente. Ossia quella amministrativa, alla quale ha versato 100mila euro di sanzione, senza nemmeno ipotizzare di impugnare il provvedimento. «In quel caso ho sbagliato, ma ho regolarizzato la mia posizione», ha spiegato l ' a m m i n i s t r atore delegato di Eolo al giudice. Assistito dal professor Mario Zanchetti e dall ' avvocato Daniele Loglio, ha assicurato al pubblico ministero che tutte le sue spiegazioni troveranno riscontro nelle carte presentate e ha aggiunto che, in ogni caso, quando occupò la banda 3 era convinto di non commettere reati. I suoi legali hanno quindi chiesto la revoca degli arresti domiciliari ai quali è sottoposto da martedì. Il pm ha tempo fino a lunedì mattina per studiare le produzioni dell ' indagato ed esprimere il suo parere alla scarcerazione. E il giorno stesso il giudice Bossi deciderà come procedere. Un dettaglio di non poco conto è emerso in oltre tre ore di interrogatorio: Spada ritiene infatti che l ' occupazione della frequenza senza concessione non possa avere interferito né disturbato nessuno. Innanzitutto perché attivata in Val Venosta, territorio in cui ci sono più mucche al pascolo che internauti attaccati al computer. E poi perché il segnale era bassissimo, intercettabile solo da chi viveva vicinissimo al ripetitore. Spada insomma non ha negato di aver inviato il suo segnale su una gamma di frequenza non sua. Ma ha ricordato che gli era stata concessa l ' a u t o r i zzazione sperimentale per sei mesi, scaduti i quali, pur sapendo di non avere più titolo per trasmettere, ha seguito un suo ragionamento deduttivo: avendo fatto la cosiddetta manifestazione di interesse al ministero dello Sviluppo economico, e pensando che nessun altro lo avesse fatto, ha creduto che a breve sarebbe uscito un bando e che lo avrebbe giocoforza vinto lui perché nessun ' altra società del settore era dotata dei suoi sistemi. Tirando le fila delle dichiarazioni rese dall ' a m m i n istratore delegato di Eolo, la sua posizione potrebbe cambiare. Le indagini della guardia di finanza, coordinate dal pubblico ministero Nicola Rossato, erano partite dalla segnalazione di un ' azienda concorrente, la Linkem. La quale avrebbe a quanto pare svolto un approfondimento interno, facendo abbonare a Eolo due dei suoi dipendenti. Attraverso gli infiltrati la Linkem sarebbe riuscita a scoprire il presunto abusivismo dell ' a z i e nda bustese. «Ma da quando ci furono le perquisizioni - ha spiegato l ' i mprenditore - non abbiamo più usato quella banda. Leggete le mail in cui do disposizioni in merito». Spada quindi attende fiducioso la decisione del giudice. Nel frattempo la sua azienda viaggia al ritmo di 5G, con autorizzazioni e carte in regola. Sarah Crespi © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: Luca Spada è stato interrogato ieri mattina in tribunale (foto Blitz)

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