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23/01/2019

“Sovvenzioni fuorilegge” A Trapani scatta l’inchiesta sui fondi per Ryanair

La Repubblica - GIOACCHINO AMATO

L'indagine
pagina VI Un fiume di denaro pubblico, almeno trenta milioni di euro solo nel periodo compreso dal 2012 al 2015, che attraverso la società di gestione dell'Aeroporto di Trapani, l'Airgest, è finito nelle casse della compagnia aerea low cost Ryanair per assicurare le rotte fra lo scalo trapanese e il resto d'Europa. Su questo controverso meccanismo definito di "comarketing" la Procura di Trapani ha deciso di vederci chiaro aprendo un'inchiesta coordinata dal procuratore Alfredo Morvillo e affidata al sostituto Rossana Penna. Mesi di accertamenti, analisi degli accordi firmati con Ryanair e dei bilanci, due perizie affidate a due esperti in società pubbliche e a un docente di Diritto civile dell'università di Milano che hanno portato a 15 indagati, fra i componenti di tre diversi consigli di amministrazione Airgest e dei relativi collegi sindacali con accuse che vanno dal peculato al falso in bilancio.
La finta promozione L'inchiesta sarebbe partita da un esposto presentato in procura da alcuni esponenti locali del Movimento 5 Stelle e ha messo sotto esame il meccanismo secondo il quale già a partire dal 2010 e fino al 2015 sono stati erogati i contributi a Ryanair per farla volare su Birgi. Un meccanismo, il comarketing, che già negli anni scorsi era stato al centro di diverse inchieste e indagini della guardia di finanza prima negli scali pugliesi e poi a Pescara. Per aggirare la normativa europea sugli aiuti di Stato il contratto è ufficialmente un accordo per la promozione turistica stipulato fra Comuni o Province e la società Ams che gestisce il sito web di Ryanair. Ma se sulla carta i soldi vengono spesi per pubblicizzare sul sito della compagnia le bellezze delle località che pagano, in realtà servono per pagare i voli senza nessun bando pubblico o gara europea fra compagnie. Un meccanismo utilizzato da molti aeroporti italiani ma che spesso ha attirato l'attenzione di Antitrust, Unione Europea, Corte dei Conti e procure.
Aiuti di Stato A Trapani l'inchiesta avrebbe fatto emergere una serie di reati oltre a dimostrare, secondo i magistrati, che quei milioni versati a Ryanair sono da considerare aiuti di Stato, dunque violano le normative europee e la legge sugli appalti pubblici. Ma le accuse sono anche di falso in bilancio perché i soldi versati alla compagnia irlandese non sarebbero stati considerati come un costo, in pratica le perdite sarebbero state occultate con l'aggravante che questi esborsi, secondo le analisi dei periti, hanno eroso più volte l'intero capitale sociale della società a totale partecipazione pubblica richiedendo più volte l'intervento della Regione per ripianare i conti, da qui anche l'accusa di malversazione di fondi pubblici. E l'ultima ricapitalizzazione da 12 milioni risale a circa un anno fa. E poco più di anno fa a criticare con parole di fuoco il meccanismo di comarketing fu anche l'ex procuratore capo del tribunale di Palermo, Francesco Messineo che da commissario del Comune di Trapani sfilò la sua amministrazione da ogni contratto parlando chiaramente di atti illegali e di aiuti di Stato. Per tutti questi reati i magistrati procedono per il periodo fra il 2012 e il 2015, visto che per i due anni precedenti è già scattata la prescrizione.
La tassa mai versata Ma i manager Franco Giudice, Salvatore Castiglione e Paolo Angius, i tre presidenti dei cda di questi anni con altri 12 componenti di consiglio e collegio sindacale devono rispondere anche di peculato. Le indagini dei finanzieri hanno evidenziato che dal 2009 al 2015 Airgest non ha versato nell'apposito fondo Inps i proventi a passeggero pagati da Ryanair per la tassa di imbarco. Circa 18 milioni di euro, secondo l'inchiesta, che la società ha utilizzato per sopperire alla mancanza di liquidità dovuta alla gestione in perdita.
L'inchiesta al momento non riguarda il bando per l'assegnazione delle rotte per i prossimi tre anni. Ma anche in quel bando, uguale a quello dello scalo di Comiso, si parla di "promozione turistica" e non di contributi per i voli e si utilizzano fondi pubblici. Il fascicolo aperto in procura a Trapani potrebbe far scricchiolare l'intero meccanismo con il quale gli aeroporti italiani incentivano le compagnie. E che fino ad oggi è costato in Italia 150 milioni l'anno, 35 dei quali sborsati in modi diversi dai quattro aeroporti siciliani.

Foto: La compagnia Due aerei della compagnia low cost Ryanair La magistratura indaga sui finanziamenti di Airgest

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