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24/09/2020

Sotto soglia, fino a 150mila euro è possibile l’affidamento diretto

Il Sole 24 Ore Dossier - Benedetta Valcastelli

Gare/3 LE PROCEDURE DI AGGIUDICAZIONE
Aumentano i casi in cui si può evitare la competizione Assegnazioni lavori con tempi più stretti
Tempi più rapidi, procedure accorciate, ma anche molti dubbi. Il decreto Semplificazioni ha introdotto numerose modifiche alla disciplina dei contratti pubblici sotto soglia. procedure ridotte L'articolo 1, anzitutto, prevede uno snellimento dei tempi di aggiudicazione delle procedure, finalizzati a limare le lungaggini procedimentali connesse all'affidamento dei contratti pubblici (in questo caso sotto soglia). La disciplina ha carattere transitorio - dal momento che ha efficacia limitata alle procedure avviate entro il 31 dicembre 2021 - e derogatorio rispetto alle previsioni del Codice dei contratti pubblici. In questi casi, l'aggiudicazione o l'individuazione definitiva del contraente deve avvenire entro il termine di due mesi dalla data di adozione dell'atto di avvio del procedimento, aumentati a quattro mesi nei casi di procedura negoziata senza bando. Restano salve le ipotesi in cui la procedura di gara sia sospesa per effetto di provvedimenti dell'autorità giudiziaria. Questa tempistica appare adeguata nel caso di affidamento diretto, che per definizione non comporta una successione di atti e limita al massimo l'iter procedurale. Non è invece scontato che la deadline di quattro mesi - prevista per le procedure negoziate senza bando - sia sufficiente: queste procedure, infatti, pur consentendo alla Pa di contrattare direttamente con un operatore economico le condizioni del contratto, comportano determinate fasi temporali, soprattutto nel caso dell'offerta economicamente più vantaggiosa. Le conseguenze per la violazione sono rilevanti: il mancato rispetto di questi termini, la mancata tempestiva stipulazione del contratto e il tardivo avvio dell'esecuzione dello stesso possono infatti essere valutati ai fini della responsabilità del Rup per danno erariale e, qualora imputabili all'operatore economico, costituiscono causa di esclusione dell'operatore dalla procedura o di risoluzione del contratto per inadempimento. È evidente che la formulazione della norma lascia ampi spazi di discrezionalità nella valutazione della responsabilità del Rup e dell'operatore economico: sarebbe stato opportuno definire le modalità di accertamento del profilo dell'imputabilità del ritardo, cui si riconnette la responsabilità del Rup. Resta fermo che sulla base dei principi generali il Rup potrà motivare il ricorso alla procedura ordinaria, che con i termini dimezzati e l'inversione procedimentale garantisce una durata ristretta della gara e un'ampia partecipazione delle imprese. l'affidamento Il comma 2 dell'articolo 1 disciplina le procedure per l'affidamento delle attività di esecuzione di lavori, servizi e forniture, nonché dei servizi di ingegneria e architettura, inclusa l'attività di progettazione, di importo inferiore alle soglie comunitarie, fermo quanto previsto dagli articoli 37 e 38 del Codice appalti (in materia di centralizzazioni, aggregazioni e qualificazioni delle stazioni appaltanti). Nello specifico: O affidamento diretto per lavori di importo inferiore a 150mila euro e per servizi e forniture, compresi i servizi di ingegneria e architettura e l'attività di progettazione, di importo inferiore a 75mila euro (si noti che il decreto legge prevedeva anche per forniture e servizi la soglia di 150mila euro; la legge di conversione ha abbassato il limite a 75mila per servizi e forniture); O procedura negoziata, senza bando, di cui all'articolo 63 del Codice appalti, previa consultazione: O di almeno 5 operatori economici, ove esistenti, nel rispetto di un criterio di rotazione degli inviti, che tenga conto anche di una diversa dislocazione territoriale delle imprese invitate, individuati in base ad indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici, per l'affidamento di servizi e forniture, compresi i servizi di ingegneria e architettura e l'attività di progettazione, di importo pari o superiore a 75mila euro e fino alle soglie e di lavori di importo pari o superiore a 150mila euro e inferiore a 350mila euro, oppure O di almeno 10 operatori per lavori di importo pari o superiore a 350mila euro e inferiore a un milione di euro, ovvero di almeno 15 operatori per lavori di importo pari o superiore a un milione di euro e fino alle soglie. La legge di conversione ha previsto anche che le stazioni appaltanti diano evidenza dell'avvio delle procedure negoziate tramite pubblicazione di un avviso nei rispettivi siti internet istituzionali. la pubblicazione dell'avviso L'avviso sui risultati della procedura di affidamento contiene anche l'indicazione dei soggetti invitati. In caso di affidamento diretto per affidamenti inferiori a 40mila euro, la pubblicazione di questo avviso non è obbligatoria. In linea con questa previsione, il comma 5-bis dell'articolo 1 del decreto modifica l'articolo 36, comma 2 lettera a) del Codice appalti, aggiungendo che «la pubblicazione dell'avviso sui risultati della procedura di affidamento non è obbligatoria». Questa modifica, che incide direttamente sul testo del Codice, è quindi definitiva, a differenza delle altre introdotte dalla norma in esame, che hanno carattere temporaneo. determina unica Il comma 3 dell'articolo 1 prevede che gli affidamenti diretti possono essere realizzati tramite un'unica determina a contrarre, o atto equivalente, che contenga gli elementi descritti nell'articolo 32, comma 2 del Codice. Quest'ultimo prevede che prima dell'avvio delle procedure di affidamento, le stazioni appaltanti, decretano o determinano di contrarre, individuando gli elementi essenziali del contratto e i criteri di selezione degli operatori economici e delle offerte e che nella procedura di cui all'articolo 36, comma 2, lettere a) e b), la stazione appaltante può procedere ad affidamento diretto tramite determina a contrarre, o atto equivalente, che contenga, in modo semplificato, l'oggetto dell'affidamento, l'importo, il fornitore, le ragioni della scelta del fornitore, il possesso da parte sua dei requisiti di carattere generale, nonché il possesso dei requisiti tecnico-professionali, ove richiesti. Per gli affidamenti di cui al comma 2 lettera b), le stazioni appaltanti, nel rispetto dei principi di trasparenza, di non discriminazione e di parità di trattamento, procedono, a loro scelta, all'aggiudicazione dei relativi appalti sulla base del criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa ovvero del prezzo più basso. La scelta fra i due criteri appare rimessa alla discrezionalità della stazione appaltante, senza alcuna preferenza da parte del legislatore. Resta comunque fermo quanto previsto dall'articolo 95, comma 3, del Codice (vale a dire le ipotesi in cui si applica obbligatoriamente il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa). Nel caso di aggiudicazione con il criterio del prezzo più basso, le stazioni appaltanti procedono all'esclusione automatica delle offerte che presentano una percentuale di ribasso pari o superiore alla soglia di anomalia, anche qualora il numero delle offerte ammesse sia pari o superiore a cinque. garanzie e clausole sociali Per i contratti sotto soglia la stazione appaltante non richiede le garanzie provvisorie. Il Codice dei contratti pubblici già prevede, per l'affidamento diretto, la facoltà della stazione appaltante di non richiedere tale garanzia: la ragione di questa deroga sembra riconducibile alla circostanza per cui nell'affidamento diretto la stazione appaltante individua un contraente di cui già conosce le caratteristiche di serietà ed attendibilità. Infine, la legge di conversione ha introdotto l'obbligo - prima era una facoltà-, per le stazioni appaltanti, di applicare le clausole sociali nei contratti sotto soglia.