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13/08/2021

Sotto la Lanterna nasce la nuova Diga Genova sarà la porta Sud dell’Europa

Il Secolo XIX

Può una gigantesca muraglia semisommersa rappresentare un'innovazione per la città? Sì, se come la nuova Diga foranea servirà a far crescere il porto di Genova sul mare, dando senso compiuto ai grandi investimenti infrastrutturali che stanno crescendo alle spalle della città (la ferrovia del Terzo valico, il Nodo di Genova, magari in futuro anche la Gronda autostradale) e sulle sue banchine, con una multinazionale come Msc che da più di due decenni progetta di fare del capoluogo ligure la base a Sud dei propri traffici europei, e con gli altri terminalisti portuali - in primis Spinelli e Messina - che puntano a espandere e razionalizzare aree che stanno diventando insufficienti anche per gli attuali volumi di traffico.Lunga oltre un chilometri, la nuova diga sostituirà l'attuale allargando da 200 a 800 metri l'accesso al bacino portuale di Sampierdarena, consentendo l'accesso alle navi di ultima generazione in sicurezza. Questo significherà gru Post-Panamax per caricare e scaricare i container, treni lunghi 750 metri che scaleranno il Terzo valico per togliere traffico stradale alla città, tecnologie per gestire l'entrata e l'uscita delle merci dal porto, quindi occupazione, specializzazione, investimenti. L'inizio dei lavori, si legge sul sito dell'Autorità di sistema portuale, è fissato al primo gennaio 2022. Ma l'opera costa 1,3 miliardi: 950 il primo lotto, che andrebbe finito entro il 2026, due anni dopo l'entrata in servizio del Terzo valico. Il numero uno dell'ente, Paolo Emilio Signorini, che è anche commissario straordinario dell'opera, spiega che «la diga guarda al futuro. Pensiamo che sia l'unico modo per mantenere i traffici attuali, per accoglierne di nuovi, per aumentare l'occupazione e innalzare gli standard di sicurezza. Abbiamo 600 milioni di euro destinati al finanziamento dell'infrastruttura - aggiunge Signorini - attraverso il fondo complementare, e senza il ministero delle Infrastrutture e mobilità sostenibili la diga non l'avremmo mai potuta fare. Abbiamo avuto lo stanziamento grazie al fatto che siamo partiti per tempo con la progettazione». Lo scorso 19 luglio un emendamento al Dl Semplificazioni, primo firmatario il ligure Edoardo Rixi (Lega) dovrebbe aver tolto alcune insidie burocratiche nella corsa contro il tempo per realizzare l'opera: «Con questo emendamento - spiega Rixi - l'Autorità portuale di Genova potrà procedere all'assegnazione dei lavori e all'apertura dei cantieri nei tempi stabiliti. L'atto riformulato tiene conto dei nuovi requisiti previsti dal decreto in relazione alle opere prioritarie il cui parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici è stato ottenuto entro il 31 maggio 2021. Un passo avanti per evitare possibili fermi procedurali, un via libera per la nuova Diga e altre opere fondamentali per il futuro della nazione».A cavallo tra 2020 e 2021 c'è stato il débat public tra tutti i soggetti interessati, è stato scelto il layout dell'infrastruttura, l'analisi sulla fattibilità tecnico economica del progetto si è conclusa positivamente. È in corso l'aggiudicazione del Project Manager, poi l'avvio della gara appalto integrato complesso sarà tra il terzo e il quarto trimestre dell'anno.Si corre per il cantiere, ma anche per il finanziamento: i primi stanziamenti per i 950 milioni necessari per il primo lotto sono nel fondo aggiuntivo nel fondo complementare al Recovery Plan ( 500 milioni), ulteriori 100 sono stati inseriti dal Mims in uno stanziamento aggiuntivo. Il Fondo complementare ha da pochi giorni ottenuto il via libera da parte della Conferenza Stato-regioni, adesso occorre il decreto attuativo del Mims. Per parte sua, la Regione Liguria concorre al finanziamento della nuova Diga: la giunta Toti ha previsto un investimento di 57 milioni, a valere sul bilancio del 2022, nel quadro di una legge omnibus di impianto finanziario dedicata a «impostazione delle misure finalizzate all'attuazione della ripresa e della resilienza», una sorta di collegato locale al Pnrr. «Senza queste risorse - spiega il governatore Giovanni Toti - l'opera non sarebbe andata a gara perché non ci sarebbe stata la copertura, richiesta dalle modalità di appalto scelte dal dibattito pubblico. Ora entro l'anno sarà possibile bandirla». La parte rimanente, quasi 300 milioni, sarà a carico dell'Adsp. Il porto e l'aeroporto di Genova sono allineati sulla costa, e così l'Enac, ente nazionale aviazione civile, che non si è opposto alla prima fase del progetto, ma soltanto perché deve ancora valutarlo nel dettaglio, ha invece già espresso riserve sulla fase B, del valore di ulteriori 350 milioni di euro, che dovrebbe realizzarsi fra 2026 e 2028. Insomma, il cammino dell'opera è cominciato spedito, ma è ancora lungo. Con il blocco del Canale di Suez da parte della mega-nave "Ever Given" dal 23 al 29 marzo 2021, il mondo si è accorto dell'importanza di questa arteria di traffico, nella quale scorrono il 90% dei traffici tra Asia ed Europa. Genova è al centro di questo quadro, è la porta meridionale di accesso al Vecchio Continente, una settimana più vicina all'Oriente rispetto a Rotterdam. Solo che tra 2011 e 2019 i volumi d Suez sono cresciuti del 48,8%, quelli dei porti italiani sono calati dello 0,8%. Per il capoluogo ligure, il miglioramento dell'accesso al porto significa poter entrare pienamente nel nuovo sistema di trasporti marittimi che ha visto in questi anni l'ampliamento del canale di Suez e la crescita del gigantismo navale e delle concentrazioni armatoriali, che puntano su un numero sempre minore di scali. La corsa è per pochi, lottare contro il tempo una necessità. -- © RIPRODUZIONE RISERVATA