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02/10/2018

Sotto attacco il mondo dei pet

Buone Notizie - Diana cavalcoli

Male nostrum
Aumentano i crimini contro gli animali secondo l'ultimo Rapporto Zoomafia redatto dalla Lega antivivisezione Soltanto il traffico di cuccioli dai Paesi dell'Est alimenta un business da 300 milioni di euro ogni anno Nel mirino degli investigatori ci sono anche i combattimenti clandestini e il rapimento di esemplari di razza
B racconaggio, combattimenti clandestini, corse illegali di cavalli, traffico di cuccioli. È un quadro a tinte fosche quello dipinto dalla Lega anti vivisezione (Lav) nel Rapporto Zoomafia 2018, l'indagine che ogni anno mette in luce i maltrattamenti e gli abusi subiti dagli animali in Italia. Ad allarmare è la crescita del fenomeno: nel 2017 i procedimenti segnano un +3,7% sull'anno precedente. «I crimini - spiega Ciro Troiano, criminologo responsabile dell'Osservatorio Zoomafia - sono in aumento rispetto al totale dei reati commessi in Italia, che hanno registrato invece una flessione del 10%: è chiara la controtendenza». Per dare un'idea dell'emergenza l'Osservatorio stima che nel 2017 sia stato aperto un fascicolo per reati a danno di animali ogni 55 minuti e una persona sia stata indagata ogni ora e mezza.
I reati più diffusi

L'analisi, condotta grazie alla collaborazione delle Procure italiane, ha permesso di analizzare oltre 8500 fascicoli e di scoprire così quali sono i reati più diffusi. In cima troviamo il maltrattamento degli animali che interessa il 31,19% dei procedimenti. Seguono l'uccisione (30,9%), i reati di caccia (17,1%, in crescita rispetto al 2016 con un +6,8%) e l'abbandono e la detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura (14,6%). In coda alla classifica invece l'uccisione di animali altrui, il traffico di cuccioli, in aumento del 10%, l'organizzazione di combattimenti e competizioni non autorizzate e gli spettacoli vietati. Il problema però è che non si tratta di casi isolati, sempre più spesso i reati sono di natura associativa. Il che significa mafia, 'Ndrangheta, camorra.


I «settori di attività», per così dire, sono molteplici: ci sono i combattimenti tra cani e le corse di cavalli con il loro giro di scommesse, c'è la gestione dei canili e c'è la vendita illegale a cui si aggiungono le macellazioni clandestine e l'uso degli animali per lo spaccio di droga. Sono però i combattimenti a preoccupare gli inquirenti, sia per i numeri del fenomeno sia per la loro trasversalità. Coinvolgono infatti soggetti diversi: dai delinquenti locali, agli allevatori abusivi fino a trafficanti di cani cosiddetti «da presa». In merito i giudici, si legge nel report, «hanno accertato il coinvolgimento di elementi appartenenti alla camorra, alla sacra corona unita, al clan Giostra di Messina e ad alcune 'ndrine». Tra i segnali di ripresa del fenomeno il ritrovamento di cani con cicatrici riconducibili alle lotte, furti e rapimenti di cani di grossa taglia, sequestri di allevamenti di pit bull e il moltiplicarsi di pagine Facebook dedicate agli scontri. Non va meglio se si pensa ai cavalli. Solo nel 2017 ci sono stati 15 interventi delle forze dell'ordine, 6 corse clandestine bloccate e 82 persone denunciate. Per non parlare del traffico di cuccioli.


Un vero e proprio business che movimenta circa 300 milioni di euro all'anno. In genere si tratta di cani di pochi mesi provenienti dall'Est Europa che vengono acquistati a circa 60 euro e rivenduti a prezzi fino a venti volte superiori una volta "taroccata" la loro origine da Est europea a italiana. Secondo la Polizia Giudiziaria solo negli anni 2015 e 2016 sono stati sequestrati 964 cani e 86 gatti dal valore complessivo di 717.800 euro. Tra i denunciati: russi, ungheresi, bulgari, serbi, moldavi, ucraini, slovacchi, rumeni e, ovviamente, italiani. «Si conferma - sottolinea Troiano - la capacità penetrante della criminalità organizzata in settori diversi ma accomunati dal coinvolgimento di animali. Interessi che si intrecciano con le più tradizionali attività manipolatorie e pervasive come la corruzione, la connivenza con apparati pubblici infedeli, il turbare gli appalti e il controllo delle attività illegali sul territorio».


Il furto di cani

Lav mette poi in guardia i proprietari rispetto al furto di cani, fenomeno in aumento negli ultimi anni. «Il più delle volte - prosegue Troiano - gli animali vengono rubati per il loro valore economico e finiscono poi sul mercato nero o usati come riproduttori». Nel mirino gli esemplari di razza con pedigree importanti, campioni di bellezza o campioni di caccia ma anche cani di piccola taglia. «A questi si aggiungono i cani venduti tramite Internet e canali non ufficiali, come allevatori abusivi o privati che mettono annunci». E in questi casi, vale la pena ricordarlo, c'è una forte responsabilità anche di chi acquista senza farsi domande sulla provenienza dei quattrozampe.


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30

per cento:

i reati contro gli animali alla voce «uccisione» secondo l'analisi fatta su 8.500 fascicoli

www.lav.it

La lega antivivisezione è stata fondata nel 1977. Si batte per l'affermazione

dei diritti animali e contro

lo sfruttamento animale


Foto:

I dati

Sono quattordici le leggi nazionali e le direttive europee che sono state approvate a favore degli animali grazie alla mobilitazione della Lega antivivisezione e 500 le azioni legali intraprese ogni anno in loro difesa

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