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20/01/2021

Sostenibilità, lusso e smart home così le costruzioni vogliono la svolta

La Nuova Venezia - Roberta Paolini

Grandi operazioni immobiliari nel segmento degli alberghi e le aspettative sull'edilizia privata: il settore cambia pelle
Roberta PaoliniIl settore immobiliare è quello cui si guarda in questo 2021 come guida per una ripresa. Si sa che il mattone ha la caratteristica di innescare un volano di crescita. Anche se la rimonta che ci attende ha un aspetto molto diverso dal passato.Tutte le operazioni immobiliari più significative cui si è assistito in epoca Covid hanno avuto a che fare con il settore alberghiero. E questo è un primo segno da cui partire per comprendere come l'anno che attende il mercato del mattone sarà un periodo di grandi opportunità per gli affari. Il comparto dell'ospitalità è stato infatti quello più tragicamente colpito dalla crisi pandemica. Sono operazioni note che hanno riguardato essenzialmente il segmento della luxury ospitality. Si parte dalla mega operazione chiusa da Covivio, la principale società immobiliare europee controllata da Leonardo Del Vecchio con l'acquisizione di un pacchetto di hotel di lusso, tra cui gli ex Boscolo. Si continua con la partnership fra Paolo Barletta e Nicola Bulgaria nella costituzione di Arsenale: una nuova iniziativa per l'ospitalità made in Italy. Con investimenti già attivi per oltre 370 milioni di euro, la società sarà dotata di tre divisioni principali, tutte focalizzate sul turismo, tra le quali la divisione Real Estate Hospitality. Oltre ai progetti di Soho House Roma e Rosewood Venezia che dal Gruppo Barletta confluiscono in Arsenale, la pipeline prevede cinque operazioni strategiche tra Roma, Cortina, la Toscana e il Sud Italia.Ci sono state altre operazioni come quella di Renzo Rosso con l'acquisizione dell'hotel Ancora di Cortina.RiconfigurazioneTutti questi esempi servono ad identificare un comparto immobiliare che si sta riconfigurando e scegliendo nuove vie. A cominciare dal tema dello sviluppo nel settore degli uffici, in un mondo in cui lo smart working ha modificato i connotati dello spazio fisico del lavoro. Non solo l'idea degli uffici Plug&play. Altra iniziativa di Covivio che ha creato un'offerta pro-working con una piattaforma Wellio che concede maggiore flessibilità: consente ai clienti di fare contratti non di durata pluriennale e di non attrezzare gli uffici, che sono già pronti, appunto plug-and-play.Ma la trasformazione del nostro modo di lavorare ha modificato anche l'approccio nell'abitare: nella scelta del luogo in cui stare, in cui vivere e in cui anche produrre, sempre più spesso da remoto.Il lockdown ha determinato una percezione diversa del luogo in cui si sta, visto che in questi mesi è stato anche il luogo principale in cui si è vissuto: per cui attenzione al benessere, ma anche alla sostenibilità. Queste valutazione impatta anche sul modello di business e sul peso del settore privato sulle imprese di costruzioni. Nel Rapporto sul mercato delle costruzione del Nordest (NEC) promosso da Ance Veneto e Ance Fvg, si legge: «Siamo di fronte a una ampia consapevolezza che i modelli di business tradizionali delle imprese edili che avevano caratterizzato l'industria edilizia e il modo di guardare al mercato privato soprattutto non sono più adeguati all'attuale realtà». Certo permangono ancora situazioni non molto dissimili dal passato, ma si tratta di situazioni strettamente legate a specifici segmenti di mercato. E anche in questi casi comunque l'alternarsi tra mercato privato e al suo interno il mix tra un po'di promozione diretta e una attività in conto terzi e la partecipazione a gare pubbliche è nella stragrande maggioranza dei casi un lontano ricordo. Un'ulteriore modificazione e accelerazione potrebbe arrivare dal Superbonus e dai meccanismi e criteri previsti all'interno del processo della cessione del credito. Spiega ancora il rapporto che la maggior parte delle imprese «si è concentrata sul mercato privato abbandonando progressivamente il settore degli appalti. Ci sono imprese che facevano l'80% del fatturato nel pubblico, che oggi fanno il 90% di privato e i pochi lavori con committenze pubbliche sono di nicchia in settori quali ad esempio il restauro».Pubblico e privatoQuesta visione è confermata anche dalle valutazioni relative al prossimo anno, che infatti confermano la sostanziale differenza di aspettative tra chi opera nel privato rispetto al pubblico. «Nel primo caso l'ottimismo - scrive il Rapporto - è ampio e riguarda il 62,5% dei rispondenti della categoria contro una media del 50%. La percentuale, infatti, cala a un terzo (33,3%) per chi si affida agli appalti pubblici».Certo la strada da recuperare è straordinariamente impervia, a Nordest l'andamento del mercato è stato caratterizzato da profondi crateri in cui è collassata la domanda. Come scrive Nomisma, «il doppio fronte, costituito da lockdown prima e impoverimento delle famiglie poi, condanna verosimilmente il settore residenziale ad attestarsi su volumi di compravendita inferiori di circa il 20% rispetto ai livelli del 2019 per quasi un triennio». C'è anche il calo della domanda di mutui, iniziata nel 2020 ed intensificatasi con l'arrivo della crisi sanitari, e che per Nomisma proseguirà per il 2021. Il settore sarà sostenuto soprattutto da altro, dalla capacità di intercettare la tendenza di un nuovo modo di abitare, spostarsi e lavorare.--© RIPRODUZIONE RISERVATA