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09/06/2021

“Sostegno a Draghi senza indebolire l’Anac il nuovo M5S avrà un’identità distinta dal Pd”

La Stampa - ANDREA MALAGUTI

ALFONSO BONAFEDE "Il Conticidio è sotto gli occhi di tutti ma non fu un complotto internazionale. L'attuale premier ha le qualità che servono Tra Conte e Di Maio non esiste nessun dissidio, chi lo dice non li conosce. I sondaggi? Ogni volta che ci danno per morti ci portano bene" L'INTERVISTA
Contebonafede, come se fossero la stessa cosa. E in effetti è difficile trovare un legame più forte nel raggelante universo della politica nostrana. Alfonso Bonafede presenta Giuseppe Conte ai Cinque Stelle, Conte consegna al collega Bonafede il ministero della Giustizia. Ed è alla giugulare dell'inquilino di via Arenula che Matteo Renzi si attacca quando decide di sbullonare il Conte II per intronare Mario Draghi. La lite sulla riforma del codice di procedura penale, certamente vera, è solo la scusa più facile. Simul stabunt (vel) simul cadent. E ora che l'Avvocato del Popolo si mette alla guida della (fu) creatura di Gianroberto Casaleggio, nessuno più di Bonafede ha titolo per raccontare l'orizzonte non solo di un MoVimento precipitato nell'atmosfera di un disastro senza limiti, ma anche del problematico Governo dei Migliori. Alfonso Bonafede, il Movimento 5 Stelle sostiene ancora il governo Draghi? «Sì, il Movimento 5 Stelle ha risposto all'appello del Presidente della Repubblica e vuole continuare a portare avanti questo impegno con lealtà e correttezza dando il suo contributo per il bene del Paese senza rinunciare ai propri valori». Risposta elegante, ma a leggere l'intervista di Conte al Corriere della Sera sembra il contrario. «Allora abbiamo letto due interviste differenti». Cito l'ex premier: alcune decisioni del governo in carica ci hanno disorientato. E' disorientato anche lei? «No e insisto nel dire che Giuseppe Conte ha ribadito chiaramente il nostro sostegno a Draghi. Il che non significa rinunciare alle nostre idee e che non ci siano proposte che non abbiamo condiviso». Quali? «Penso al condono fiscale, ma ancora di più al ruolo dell'Anac, l'autorità nazionale anti corruzione, che non può essere ridimensionato». Teme che il nuovo codice degli appalti metta in secondo piano i principi di legalità? «Non lo temo affatto, ma sottolineo che, realizzando giustamente tutti i meccanismi diretti a favorire la ripresa, non possiamo abbassare la guardia contro la corruzione e la criminalità organizzata». Onorevole, come ha vissuto la rottura con Davide Casaleggio? «Faccio parte del Movimento fin dal principio e continuo a dare uno straordinario valore al percorso condiviso su cui si è costruita la nostra storia. Perciò prendo atto con dispiacere che in questa fase di crescita ci sia stata una rottura e che le nostre strade divergano». Davide Casaleggio, su La Stampa, ha detto che senza il vecchio MoVimento Conte non esisterebbe. «Giuseppe Conte ha più volte espresso il proprio profondo rispetto per Gianroberto e Davide Casaleggio. Chi rinnega le radici non ha futuro, questo è un momento di maturazione e di cambiamento». Non avete futuro? «Al contrario, costruiamo il nostro futuro sulle nostre radici». Per Casaleggio le rinnegate. E' convinto che abbiate violato un'infinità di regole interne solo per blindare l' attuale classe dirigente e per evitare di rispettare gli accordi sui versamenti in denaro. «Mi dispiace che la pensi così. Chiaramente non condivido e aggiungo che nell'accordo trovato con lui il movimento ha onorato i propri impegni». L'uno vale uno non esiste più? «Certo che esiste. Ciascuno con il proprio ruolo e le proprie competenze. Il principio dell'uno vale uno che richiede la partecipazione più larga possibile della collettività è sempre stato centrale. Lo stesso Conte lo ha ribadito con forza». Sembra "La fattoria degli animali" di Orwell, dove i maiali sono più uguali degli altri. «Sinceramente non comprendo nemmeno perché venga messo in discussione un punto che per noi è indiscutibile». Onorevole Bonafede, facciamo una scommessa? «Non faccio mai scommesse». La faccio da solo: mi gioco un caffè che il limite del doppio mandato finirà in soffitta. «Ci sarà discussione aperta e trasparente e il Movimento deciderà come proseguire, non c'è nessun tabù su questo punto, che sarà affrontato anche col nuovo codice etico». Non eravate abbastanza etici, prima? «Lei sa bene che la questione morale sta a cuore non solo a me ma a tutto il M5S. Valori inalterati e nuove battaglie adeguate ai tempi. Tutto qua». Impressione: anche la sua riforma della giustizia è destinata allo scantinato. «Ha l'impressione sbagliata. Intanto non parliamo di una riforma sola ma di quattro (processo civile, processo penale, Csm e reati agroalimentari), che la ministra Cartabia ha apprezzato e che sono tuttora in Parlamento e non in uno scantinato. Direi che è un'ottima base di partenza». Più che sulla prescrizione non sarebbe utile intervenire sulla durata dei processi? «E' una battaglia che ho fatto mia fin dal mio primo giorno come ministro. E ho portato avanti un piano di investimenti e di ampliamento della pianta organica senza precedenti. Un piano che la ministra Cartabia sta confermando e che io avrei spiegato nella famosa relazione che non mi fu possibile presentare in Parlamento». Lei fuggì. «Ma figuriamoci. Sarei stato più che orgoglioso di spiegare quel piano e lo sono tuttora. Per altro constato che chi mi attaccò in quei giorni ha votato lo stesso provvedimento col governo Draghi». Il famoso Conticidio. Crede anche lei al complotto internazionale? «No, al complotto internazionale no. La credibilità di Conte presso le cancellerie europee era altissima, come dimostrano i 209 miliardi del Recovery». Draghi ha partecipato al complotto interno o l'hanno usato? «Né l'una né l'altra cosa. Il presidente Draghi ha risposto all'appello di Mattarella». Nei sondaggi vi ha superato anche la Meloni. Non teme che il vostro ciclo politico sia finito? «Altro no secco. C'è qualcuno che si diverte a dire in giro che il Movimento è morto. E' già successo in passato. E abbiamo sempre saputo come rispondere». Da ex ministro della giustizia che effetto le ha fatto la scarcerazione di Brusca? «Faccio mie le parole di Maria Falcone con cui ho avuto interlocuzione costante in questi anni. La scarcerazione di Brusca mi addolora, ma è la legge. Una legge voluta proprio da Giovanni Falcone. Ora lavoriamo per salvaguardare l'assetto dell'ergastolo ostativo». Bonafede, com'è il rapporto tra Conte e Di Maio? «Ottimo come dimostrano due esperienze di governo in cui entrambi hanno ricoperto ruoli importantissimi». Se le dicessi che non le credo? «Sarei costretto a risponderle con dispiacere che lei rientra tra i giornalisti che un giorno sì e l'altro pure vogliono fantasticare su un rapporto da sempre solido, sincero e leale». Si dispiaccia, ma una parte del MoVimento - quella vicina a Di Maio, appunto - crede che Conte finirà per appiattirsi sulle posizioni del centrosinistra. «Peccato che non sia vero. Il nuovo corso del Movimento avrà una forte identità politica distinta da quella del Pd e capace di parlare anche al ceto moderato». Non avevate detto: mai più con Salvini? «Sono contrario ai personalismi». Non avevate detto: mai più con la Lega? «Nel percorso di rinnovamento e rafforzamento della nostra identità è evidente che i punti di intersezione col modello politico portato avanti da Salvini sono pochi». Vede che personalizza? «No, dico che l'affidabilità di Salvini è stata ampiamente testata». I Cinque Stelle cambieranno nome? «Cambiare nome non è una priorità. Ci stiamo concentrando su due obiettivi: dare un profilo internazionale al movimento e contemporaneamente radicarlo sui territori». Lo prendo per un sì. «Lo prenda per un: decideremo insieme ai nostri iscritti quale strada seguire». -

Ieri su La Stampa

«Abbiamo dato a migliaia di sconosciuti l'opportunità di rivestire ruoli prestigiosi e impensabili. Questo è successo anche con l'avvocato del popolo» Giuseppe Conte, diventato premier. «Ora si vuole attribuire questa possibilità a persone ben definite». Così Davide Casaleggio ieri su La Stampa.

ALFONSO BONAFEDE EX MINISTRO DELLA GIUSTIZIA

Le mie riforme sulla giustizia sono in Parlamento e noi le sosterremo fino in fondo

Abbiamo testato l'affidabilità di Salvini ed è chiaro che oggi abbiamo pochi punti in comune


Foto: COSIMO MARTEMUCCI / AGF


Foto: Alfonso Bonafede, ex ministro della Giustizia grillino