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11/07/2019

Soste a pagamento a Isernia, il Comitato si rivolge all’Anac di Cantone

Quotidiano del Molise

Oggi in consiglio comunale, a Isernia, si parlerà di soste a pagamento, su iniziativa di Francesca Bruno, consigliera comunale di Casapound che ha presentato una interrogazione. Il comitato No strisce blu, ha chiesto di intervenire in aula ma, intanto, ha detto la sua sulla vicenda che sta infiammando il dibattito cittadino. Per Emilio Izzo, i problemi e gli errori sono talmente tanti sui parcheggi a pagamento, che la giunta d'Apollonio farebbe bene a dimettersi. Più tecnica la posizione del legale del comitato, Oreste Scurti, che parla di vizi procedurali insanabili, dai numeri dei parcheggi modificati e aumentati, alla stessa procedura seguita, a rischio di legittimità, tanto che si pensa alla presentazione di esposti alla Corte dei Conti, alla Prucura e all'autorità nazionale Anticorruzione di Cantone. Ieri mattina il portavoce del comitato Izzo e il legale Scurti hanno incontrato la stampa per illustrare le iniziative intraprese. «Riteniamo - ha sottolineato Scurti - che con l'ultima deliberazione di Giunta del 4 luglio (che ha portato all'accordo con la società vincitrice dell'appalto) siano state violate le norme. Ci riferiamo in particolare all'articolo 7 del Codice della Strada e l'articolo 175 del Codice degli appalti. Per questo ci rivolgeremo alla Procura della Repubblica di Isernia per chiedere di intervenire. Presenteremo un esposto alla Corte dei Conti per capire se si è configurato un danno erariale, visto che il servizio risulta sospeso da più di tre mesi con il conseguente mancato introito per l'ente. Inoltre abbiamo già interessato, ma lo faremo con un esposto più dettagliato, l'Anac». Ma c'è di più. Nel mirino del comitato è finita anche la scelta di dimezzare il numero degli stalli coperti all'auditorium, che di fatto determina una maggiore presenza di parcheggi scoperti in città. «Anche questo - ha detto ancora Scurti - secondo noi è un errore gravissimo. L'orientamento del Consiglio comunale nel 2018 era quello di prevedere 642 posti scoperti. Ma a conti fatti nell'appalto ne sono stati previsti 757, quindi 115 in più. Ciò vuol dire che non è stata rispettata la volontà politica».