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25/06/2019

Sosta a pagamento, gara flop: pervenuta una sola offerta

Il Messaggero

FORMIA
Un vero e proprio flop. La gara d'appalto che il Comune di Formia ha bandito per l'affidamento della gestione della sosta a pagamento è andata quasi deserta: un solo partecipante. L'unica offerta è giunta da un'azienda di Portici, la Kit Srl, società nata il 5 agosto 2016 e con un capitale sociale di 10mila euro, di cui soli 2500 versati. All'attivo non ha nessun dipendente né ha gestito alcun appalto in precedenza. Un profilo aziendale di certo molto scarso per poter gestire le strisce blu in una città come quella di Formia, che costa 40mila abitanti e che nel periodo estivo vede triplicare questi numeri. Eppure l'impegno finanziario messo in campo dal Comune era cospicuo: 6,6 milioni. Era pronta la propria municipalizzata, la Formia Rifiuti Zero, ma la maggioranza del sindaco Paola Villa ha deciso per il dietrofront, preferendo proseguire con una gara d'appalto e l'affidamento a una società privata e sembra che questo argomento sia proprio alla base dei primi dissidi con l'assessore al bilancio Fulvio Spertini, che ha poi rassegnato le dimissioni. Al momento l'amministrazione sta valutando il da farsi: se proseguire con l'affidamento della gara d'appalto all'azienda di Portici, che presenta delle oggettive carenze, o ritirare la gara d'appalto ed espletarne una nuova. Un'altra soluzione la propone il consigliere Pd, Claudio Marciano, che consiglia di revocare l'appalto e affidare il servizio in house alla Formia Rifiuti Zero. «Solo un folle dichiara l'esponente del centrosinistra potrebbe affidare per nove anni uno dei servizi più strategici a un'azienda senza requisiti finanziari e industriali, che opererebbe in assenza di una controfferta, con un socio industriale che ha già distrutto il servizio a Cassino. In che modo, un'azienda dalle così ridotte capacità economiche, può acquistare centinaia di parcometri, informatizzare i multipiano, assumere 12 dipendenti, anticipare i soldi necessari almeno a un anno di gestione? Se i player di mercato più qualificati hanno snobbato la procedura, è perché il margine di guadagno è troppo basso». Resta da vedere ora cosa deciderà l'amministrazione Villa.
Giuseppe Mallozzi
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