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17/09/2018

Sos lavoro, a rischio cinquemila posti

La Repubblica - SALVATORE GIUFFRIDA e CLEMENTE PISTILLI

L'immagine Occupazione
I sindacati lanciano l'allarme: colpite piccole e medie imprese
pagina II Appalti e servizi a Roma, industria e manifattura nel resto della regione: sarà un autunno "caldo" tra crisi aziendali, distretti industriali da rilanciare, precariato e tensioni legate a un mercato del lavoro diviso fra chi ha l'articolo 18, chi lo perde e chi ha un contratto flessibile. Dopo la fuga di grandi aziende, a Roma la crisi coinvolge piccole e medie imprese di servizi. Come la vigilanza privata: il settore è in difficoltà e i lavoratori accusano turni di 13 ore e ritardi negli stipendi. A lanciare l'allarme è la Uil, che elenca i posti a rischio: 400 dipendenti di Sipro, 70 di Securpol, 160 di Città di Roma. I primi licenziamenti, oltre 150, sono in programma a partire da ottobre.
La crisi dei servizi riguarda anche società come Ericsson dove, secondo la Uil, sono a rischio quasi 200 dipendenti; o la Sogin, società di pulizia industriale, con quasi 30 addetti; o i 163 dell'ippodromo di Capannelle e i 250 di Condotte in attesa di conoscere il loro destino. La crisi non risparmia il distretto di Pomezia dove 80 addetti della B.E. Solution, azienda di servizi IT, rischiano il posto perché senza clausola di salvaguardia: se finisce una commessa, si va a casa. «Tutto ciò è causato dalla crisi e da leggi sbagliate che hanno cercato solo di abbassare il costo del lavoro senza crearlo - spiega Alberto Civica segretario generale Uil Lazio - ora le istituzioni devono investire per rilanciare la produzione: finora i decreti non hanno avuto effetto». In due anni, secondo l'Osservatorio della Cgil, c'è stata una contrazione di oltre 206mila contratti. E potrebbe peggiorare. A preoccupare i sindacati è anche il destino delle società partecipate dal Comune, soprattutto Multiservizi, Farmacap e le aziende di ristorazione scolastica e servizi Atac: un bacino di quasi 10mila lavoratori dal futuro incerto che la sindaca Raggi è chiamata a risolvere al più presto. Il punto critico è il sistema degli appalti senza clausola sociale e garanzie contrattuali: «Il confronto è aperto - spiega l'Osservatorio della Cgil - siamo pronti ad azioni di lotta».
Fuori Roma la crisi coinvolge manifattura e industria. Come il distretto del travertino di Guidonia: dopo anni e anni di estrazione, le imprese vendono la pietra all'estero e i laboratori di lavorazione chiudono. Nei mesi scorsi il Comune ha revocato le prime licenze a scavare e sono partiti i licenziamenti: la Filca Cisl ne conta circa 100 da aprile a oggi. A rischio c'è un indotto da 2mila lavoratori e 400 artigiani diretti, da giorni in sciopero a oltranza in tenda sotto la sede del Comune: "non ce ne andiamo - dicono - finché non avremo risposte. I licenziamenti aumentano e la città rischia la paralisi". Non va meglio nel viterbese: secondo la Fiom Cgil, hanno perso il lavoro oltre 20 dipendenti della Campower, 12 di Evel, 13 di Gbu, che si occupano di pulizia industriale; rischiano 25 della Smavit. In tutto negli ultimi due anni i tagli sono 1500. La crisi tocca anche Rieti e Frosinone. "A Rieti resistono poche aziende importanti ma il sistema industriale è desertificato - spiega Fabrizio Potetti segretario generale Fiom Roma e Lazio - a Cassino c'è stato il taglio di 1500 lavoratori fra Fiat e indotto, che non gode di ammortizzatori. Servizi e informatica sono in crisi per gli appalti al massimo ribasso che tagliano occupati e qualità del lavoro. Resistono difesa, elettronica e, nonostante alcune criticità, aerospazio".
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I punti

L'allarme dalle società di servizi al comparto del travertino


1Le imprese a Roma In totale, secondo la stime della Uil, a Roma ci sono almeno 1500 lavoratori a rischio in questo "autunno caldo" a causa di situazioni di crisi di piccole medie aziende di crisi. Se consideriamo tra le crisi di Roma anche la crisi del distretto del travertino di Guidonia bisogna aggiungere almeno 2mila lavoratori dell'indotto di cui 400 artigiani diretti.
2Le partecipate Se si considera anche le partecipate del Comune di Roma, il bacino di lavoratori a rischio sale a 10mila (ma in questo caso sono a rischio precariato, non tanto licenziamento diretto).
3In Regione Nel resto della Regione, secondo la Fiom ci sono stati almeno 1500 lavoratori licenziati nel settore dell'industria tradizionale ,soprattutto manifattura e siderurgia nell'area di Rieti

Foto: Autunno caldo Una manifestazione dei sindacati: sono a rischio 5mila posti di lavoro


Foto: La mobilitazione Una manifestazione a Guidonia per il comparto estrattivo delle cave. È soltanto uno dei settori che sono a rischio nell'occupazione.
Nella Capitale sono cinquemila i posti di lavoro che potrebbero andare persi

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