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10/07/2019

Sos da Birgi e Comiso piste e check-in deserti

La Repubblica - Gioacchino Amato

Aeroporti minori alle corde
Un'altra stagione senza Ryanair. E la crisi degli scali non trova sbocchi Pesanti ripercussioni sul turismo. Ieri un blitz di Salvini nel Ragusano Vito Riggio: "Per rilanciare Trapani abbiamo esplorato tutte le soluzioni ma nessun vettore si è detto interessato"
Non resta che l'aereo nella Sicilia delle ferrovie chiuse per ferie e dei cantieri stradali infiniti. Ma anche fra i sei aeroporti siciliani, malgrado l'incremento delle presenze turistiche nell'Isola e una maggiore attrattività di città d'arte e siti archeologici, i problemi non mancano. Come il forte allarme degli operatori turistici di alcune zone. Gli scali di Palermo e Catania, è il caso di dirlo, "volano" e si accaparrano buona parte dei quasi 20 milioni di passeggeri che volano da e per la Sicilia. Supera i dieci milioni il Bellini di Fontanarossa, va quest'anno verso il superamento dei sette milioni il Falcone e Borsellino di Palermo.
Ben diversa la situazione dei quattro scali minori, alle prese con grosse difficoltà, passata la stagione del "comarketing", la trattativa diretta con Ryanair che incassando discrete somme faceva atterrare i suoi aerei a Trapani e a Comiso. Ora i due scali si sono fortemente ridimensionati, in particolare Birgi che in pochi anni è sceso da un milione di passeggeri a poco più di 400mila e continua il suo declino. In termini economici, i 600mila passeggeri perduti valgono almeno sei milioni di euro. Secondo gli operatori turistici del Trapanese e Federalberghi, lo scorso anno le presenze in provincia sono calate del 50 per cento, solo a San Vito Lo Capo del 30 per cento. In sofferenza anche le Egadi.
Il bando pubblico prima e il tentativo di trattativa negoziata successivo portato avanti dal Comune di Marsala, capofila di dieci Comuni, malgrado 11,6 milioni di euro messi sul piatto, sono andati deserti. «Abbiamo esplorato tutte le soluzioni - spiega Vito Riggio, ex presidente Enac, chiamato dal governatore Musumeci come esperto nel comitato per salvare lo scalo - ma nessun vettore è interessato. Si sta provando a ridisegnare il bando con poche rotte, per renderlo più appetibile, ma non credo che così cambi l'atteggiamento delle compagnie. L'ultima soluzione potrebbe essere chiedere al ministro dei Trasporti una parte dei fondi Enac da destinare agli scali in difficoltà, naturalmente con precisi paletti e un progetto di rilancio».
Un progetto che non prevede soci privati («non li vuole nessuno», taglia corto Riggio) né la fusione con la Gesap che gestisce Punta Raisi come ha più volte detto il sindaco Leoluca Orlando e hanno ribadito presidente e amministratore delegato della società, Tullio Giuffrè e Giovanni Scalia. «Il problema c'è e le forti ripercussioni sul turismo anche - conferma Toti Piscopo, di TravelNoStop - ma non si può accusare Palermo di non aiutare o cannibalizzare Trapani. Si è persa l'occasione dei Mondiali di vela per rendere il territorio più attraente, fare sistema, creare un'offerta unica e destagionalizzare. Anche per questo gli aerei non atterranno».
Anche Comiso, pur essendo finito sotto l'ala della Sac che gestisce Catania, non decolla: «Ha nuove perdite per due milioni - ricorda Mario Papa, ex presidente del Distretto turistico ibleo - ma soprattutto continua a perdere rotte. Non mi pare che l'aeroporto di Catania tratti Comiso come sua seconda pista. Fino a oggi non ha rinunciato a uno dei suoi dieci milioni di passeggeri in favore di Comiso». «Dovrà farlo - puntualizza Riggio - e ha il potere di contrattazione nei confronti delle compagnie». Ma fino ad oggi il management guidato da Nico Torrisi sembra faticare a "vendere" la pista iblea alle compagnie.
Ieri all'aeroporto di Comiso ha fatto un blitz a sorpresa Matteo Salvini, reduce da Mineo e Caltagirone. Il ministro dell'Interno ha incontrato per 15 minuti la sindaca Maria Rita Schembari. «Ha ascoltato le problematiche relative allo scalo, opera pubblica nevralgica per tutto il Sud-Est della Sicilia - dice Schembari - e davanti alle mie preoccupazioni si è mostrato fortemente interessato a tutta la vicenda, di cui presto riparleremo». In difficoltà, infine, sono anche gli aeroporti di Pantelleria e Lampedusa. Il primo perde un milione l'anno e il bando per la sua cessione è andato deserto: pagherà lo Stato. Il secondo perde 300mila euro, che sborserà la Regione attraverso Ast. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: jRebus voli Vito Riggio, ex presidente dell'Enac, oggi consulente di Musumeci. A sinistra, i banchi del check-in deserti a Birgi