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20/05/2020

Sono i forcaioli il vero guaio d’Italia

La Verita' - CARLO GIOVANARDI

Tutti i mali del Paese vengono addebitati alla burocrazia, ma è una bugia: il mix tra il giustiziaJismo di Pd e grillini lega le mani a cittadini, imprenditori e banche
Rappresentante di Idea • Nelle trasmissioni televisive degli ultimi giorni un coro, senza nessun contraddittorio, ha cantato il ritornello di una sola canzone: il vero colpevole di tutti i guai dell'Italia sono i burocrati e la burocrazia! Nei miei 26 anni di Parlamento, come capogruppo, vicepresidente della Camera, ministro e sottosegretario alla presidenza del Consiglio sono stato testimone di una storia ben diversa, di cui la stessa burocrazia e i burocrati sono rimasti vittime come tutto il popolo italiano. Per chi è interessato all'argomento e volesse approfondire, sono a disposizione per fornire i verbali di Commissione e d'Aula del Parlamento per documentare le mie affermazioni. Cominciamo dal caos, messo in luce dal coronavirus, di competenze e poteri tra Comuni, province, Regioni e Stato: qualcuno vuol per cortesia ricordare che in zona Cesarini di fine legislatura 19962001 il Pd impose con quattro voti di maggioranza una riforma della Costituzione che stabilisce, all'art 114, che «la Repubblica è costituita dai Comuni, dalle province, dalle città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato» senza nessuna gerarchia tra gli stessi talché, per esempio, il Comune di Monterone (Lecco), 24 abitanti, ha pari rango costituzionale di uno Stato con 60 milioni di abitanti? Passiamo all'invadenza dei Tar e delle Procure della Repubblica, soprattutto per quanto riguarda il famigerato reato di abuso di ufficio, che come un sigaro o un diploma da cavaliere non si nega a nessuno. Fu la riforma Bassanini voluta dal Pd a cancellare la figura del segretario comunale, funzionario statale, indipendente dal sindaco e dal potere politico, garante della legalità degli atti, a cui ogni cittadino poteva rivolgersi gratuitamente, così come il cittadino poteva rivolgersi gratuitamente ai comitati di controllo della legalità degli atti (anch'essi abrogati dalla riforma Bassanini ). Con il bel risultato che il cittadino inerme per tutelare i suoi diritti deve rivolgersi a pagamento al Tar 0 presentare un esposto alla Procura della Repubblica. Sulla megaballa mediatica dei 60 miliardi di euro all'anno che costerebbe la corruzione al nostro Paese sono stati inventati nuovi organismi, come l'Autorità nazionale anticorruzione, che si sovrappongono a tutti quelli già esistenti, imposto un piano anticorruzione per ognuno degli 8.000 Comuni italiani, introdotta la delazione con garanzia di anonimato, disposto il principio di incompetenza con lo spostamento di funzionari esperti di un settore con neofiti dello stesso (sempre in funzione anticorruzione ) ed elaborato un codice degli appalti così complicato da paralizzare tutto. Aggiungiamo poi le interdittive antimafia, atti amministrativi di cui ogni prefetto è dominus incontrastato, che condannano al fallimento le aziende di onestissimi imprenditori, che non hanno mai commesso un reato, per il pericolo di sintomatici futuri tentativi di condizionamenti, basati spesso sulla sfortuna di avere come dipendenti (incensurati ) parenti o affini di esponenti della criminalità organizzata. Se scendiamo poi al livello dei milioni di commercianti e artigiani, bollati come evasori sino a prova contraria, che con l'inversione dell'onere della prova sono loro a dover dare, la normativa sanitaria e ambientale, varata sempre dai governi della sinistra, impedisce di capire non quali siano i reati colposi 0 dolosi in materia , ma cos'è che non è reato. Su questa overdose di norme non vigilano soltanto i pubblici ministeri, ma anche Asl, vigili del fuoco, vigili urbani, Guardia di finanza, eccetera, ai quali naturalmente sarebbe troppo chiedere se potessero dare una interpretazione univoca alla loro applicazione. In sostanza, nell'Italia di oggi, chi intraprende, amministra, fa volontariato, è a rischio di subire seri guai mentre chi urla e denuncia gli altri senza muovere un dito fa carriera, come dimostra la storia dei 5 stelle. Nel contempo chi firma è perduto, a cominciare dai funzionari di banca che ci pensano 1.000 volte prima di erogare i fondi promessi dal governo alle aziende per il coronavirus, per non trovarsi a passare il resto della vita sotto processo per concorso in bancarotta fraudolenta o, peggio, per un qualche concorso esterno. Ultima osservazione che posso ampiamente documentare: guai portare in Parlamento norme per semplificare, e qui mi dispiace, ma la colpa è degli italiani che fanno quelle scelte politiche, perché specialmente nelle ultime due legislature la miscela Pd giustizialista e grillini forcaioli quando si tratta di abrogare un intralcio burocratico minimo lo moltiplica per tre. © RIPRODUZIONE RISERVATA