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09/07/2020

Sono 4 le aziende private pronte a investire nel forno crematorio

La Stampa - CRISTINA PASTORE

verbania, il comune deciderà in autunno
Il progetto scelto sarà affidato a chi propone l'offerta migliore
VERBANIA In quattro hanno presentato idee per concorrere al progetto di finanza con cui dotare il Comune di Verbania di un nuovo forno crematorio. Le proposte ora sono al vaglio dell'analisi tecnica della dirigente comunale Noemi Comola. Già a fine agosto quelle ritenute ammissibili potrebbero essere sul tavolo della giunta: saranno poi il sindaco Silvia Marchionini e gli assessori a valutare quale mettere in gara. Diritto di prelazione sui lavori l'avrà la società che ha elaborato il progetto scelto, a patto che il costo sia pari all'offerta più vantaggiosa. Bando scaduto a giugno Le quatto società hanno risposto a un primo bando selettivo attuato dall'amministrazione comunale nelle settimane dell'emergenza sanitaria. In scadenza a maggio, i termini sono stati prolungati di un mese perché con il lockdown era impossibile per le imprese interessate effettuare il sopralluogo. Tra i quattro c'è Altair, società di Villadossola. Gestisce 17 impianti distribuiti in Italia, tra cui quello di Domodossola, che ad aprile ha ottenuto dalla Provincia l'autorizzazione a lavorare 24 ore non stop per cremare anche feretri in arrivo da altre zone del Nord Italia, più colpite dall'epidemia del coronavirus. Impianto vecchio All'apice dell'emergenza, Verbania ha scontato le difficoltà di avere un tempio crematorio tecnologicamente datato, gestito direttamente dal Comune, senza le risorse per investire in un suo costoso rinnovamento. Negli ultimi anni l'impianto al cimitero di Pallanza ha funzionato a singhiozzo e al culmine del periodo di contagio non è riuscito a stare al passo con la richiesta delle cremazioni. Fosse stato per il sindaco Marchionini, si sarebbe conclusa ben prima la procedura di selezione di un partner privato a cui affidare la concessione (comprensiva dei servizi cimiteriali a Pallanza) e con un ritorno economico per il Comune (calcolato in almeno centomila euro all'anno). Il primo tentativo La privatizzazione del servizio è stato oggetto di un duro scontro durante il primo mandato Marchionini, non solo con parte delle opposizione, ma anche con una larga rappresentanza della sua maggioranza. Tutto, quindi, nel 2016 si era arenato con un referendum comunale che non aveva ottenuto il quorum e un rinvio in commissione per definire i capisaldi di un bando che mettesse al sicuro dai timori dovuti alla privatizzazione. La paura di alcuni era che in mano a un privato si sarebbe verificato un forte aumento delle cremazioni con ripercussioni sulle emissioni in atmosfera. Il nuovo bando rispetta i limiti fissati a livello regionale: 1.800 cremazioni l'anno. Numero che, secondo il sindaco, non verrà neppure sfiorato. -

Foto: Il forno crematorio di Verbania è all'interno del cimitero di Pallanza