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06/07/2019

Sono 208 le aree in città Ogni tre anni c’è il bando

Brescia Oggi

Sono 208 gli orti familiari comunali in città, distribuiti in 5 zone; il lotto più numeroso è in via Cimabue, con 126 orti, seguono, con 24 ciascuno, via Tiziano, via Sardegna e via Don Pinzoni, mentre in via Tangenziale Ovest (lungo il fiume Mella) ve ne sono 10. Il loro scopo è, si legge nel regolamento comunale, «favorire e stimolare l'impiego del tempo libero in attività che consentano di promuovere la socializzazione ed i rapporti umani». Ogni tre ani l'amministrazione comunale emette un bando, stila graduatorie e procede alle assegnazioni: le liste dei vincitori dell'ultimo bando, che si riferisce agli anni 2019, 2020 e 2021, sono pubblicate sul sito del Comune. I criteri di assegnazione non sono molto rigidi: chi vuole gestire un orto comunale deve risiedere a Brescia, aver compiuto quarantacinque anni e non possedere altro terreno coltivabile ad orto; sono del tutto esclusi gli imprenditori agricoli o, precisa la normativa, chi esercita «attività commerciale di vendita di prodotti alimentari o abbiano familiari o parenti nelle medesime condizioni». LA FINALITÀ non è quindi di lucro ma di auto-sostentamento, benessere e socialità: si possono coltivare ortaggi e fiori ma non alberi da frutto, l'orto non può essere dato in affitto e i prodotti non possono essere venduti né è possibile pagare persone per la manodopera. È affidato un solo orto per nucleo abitativo e «l'assegnazione è concessa a titolo temporaneo ed è revocabile in qualsiasi momento per improrogabili ed imprevedibili esigenze dell'amministrazione comunale, mediante provvedimento motivato da comunicare al destinatario, al quale non è riconosciuto alcun indennizzo». Il Comune copre le spese di allestimento, manutenzione straordinaria e di irrigazione, al quale il singolo assegnatario contribuisce con 50 euro annui. «Ci facciamo carico anche delle spese di smaltimento dei rifiuti», precisa Marco Fenaroli, assessore di riferimento del settore. In proposito gli attuali assegnatari lamentano «assenza di contenitori appositi all'interno degli orti», problema cui l'assessore si dice «pronto a porre rimedio». © RIPRODUZIONE RISERVATA