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29/07/2020

Sono 1. 291 le domande arrivate al Comune di Ferra…

La Nuova Ferrara - Giovanna Corrieri

Sono 1. 291 le domande arrivate al Comune di Ferrara per il contributo una tantum a fondo perduto per le imprese di commercio, turismo e servizi alla persona. E adesso la ripresa"Ferrara Rinasce", dunque, visto che sono state 1. 160 le domande per il contributo da mille euro previsto per le imprese con sede fissa e rimaste chiuse per il lockdown e 131 per quello da 500 euro per ambulanti e attività che non hanno sede fissa. E del milione e 700mila euro stanziato in totale a favore delle imprese è stato impegnata una parte, 1. 225. 500 euro e per 210 imprese 194. 500 euro sono già stati posti in liquidazione. Sono questi gli esiti «dell'importante bando molto atteso dalla città, che è andato bene come ci aspettavamo - dice l'assessore Matteo Fornasini -. Un bando senza precedenti con il quale abbiamo voluto cogliere il grido di dolore che arrivava e continua ad arrivare dalle imprese a seguito del lockdown. Le imprese chiedevano liquidità e nonostante il bilancio comunale, anch'esso colpito dall'emergenza, avesse dei limiti abbiamo voluto dare un segno concreto di vicinanza a quanti contribuiscono allo sviluppo economico della nostra città». Destinatarie del bando che si è concluso lo scorso 15 luglio, ricorda l'assessore, «erano soprattutto le piccole aziende fino a nove addetti, il 70-80%, cioè, del tessuto economico del nostro territorio». Raggiunto anche il target di imprese «che volevamo raggiungere, quello più colpito dalla crisi» dice Fornasini: sul totale delle domande ricevute, il contributo è stato richiesto dal commercio (27%), trasporti (4%), alloggi-ristoranti (36%), viaggi (3%), sport-eventi (2%), servizi (28%). E dalla data di chiusura del bando gli uffici comunali hanno attivare la liquidazione per 210 imprese ammesse: 35 imprese con contributo di 500 euro e 179 con contributo di mille euro, per un totale posto in liquidazione di 194. 500, 00 euro. «Siamo soddisfatti del risultato - dice l'assessore Angela Travagli, ricordando che - a parte il Comune di Bari, che ha usato anche fondi europei, in Italia siamo l'unico Comune ad aver fatto un bando così e con così tante risorse a fondo perduto. Tanto che alcuni Comuni ci chiedono delle procedure messe in campo, siamo diventati un esempio». Viste le 1. 291 domande pervenute e il conseguente 1. 225. 500 euro che è stato impegnato a fronte del 1. 700. 000 euro stanziato in totale con il bando, sono «avanzate risorse per 474. 500 euro: ora siamo in fase di liquidazione - dice Travagli - ma ci siamo già messi a tavolino e faremo un ragionamento per riaprire un bando dopo l'estate per cercare di ampliare la platea dei possibili beneficiari, inserendo altri codici Ateco e considerando quelle aziende che sono rimaste escluse perché, per esempio, non hanno fatto in tempo a fare la domanda». C'è anche SiproA disposizione dell'amministrazione per questa nuova fase c'è già Sipro: «questo bando è stato un momento importante che ha consolidato il rapporto con il mondo associativo - dice l'amministratore unico Sipro, Stefano di Brindisi - e ha creato una piattaforma utile a raccogliere dati sulle imprese. È stata un'esperienza positiva e siamo a disposizione per questa seconda fase». -Giovanna Corrieri © RIPRODUZIONE RISERVATA