MENU
Chiudi
26/10/2018

«Sondrio isola felice Ma le mafie cambiano La guardia resti alta»

La Provincia di Sondrio - stefano barbusca

Incontro sulla legalità Rosy Bindi, ex presidente della commissione parlamentare sui fenomeni criminali ospite della Cgil nella serata organizzata a Chiavenna
Gli scenari una volta tanto sono confortanti. Nella mappa apparsa sullo schermo del teatro della Società democratica operaia di Chiavenna, la provincia di Sondrio è stata descritta come una realtà dove la penetrazione mafiosa è ben inferiore rispetto al resto della Lombardia e del Paese.

Ma nel corso dell'incontro sulla legalità promosso in occasione del congresso provinciale della Cgil è emerso con chiarezza che non bisogna abbassare la guardia.

«Perché le mafie cambiano e sanno cogliere le occasioni per fare e ripulire soldi, anche senza sparare».

Il rispetto della legge

L'intervento più apprezzato e autorevole è stato senza dubbio quello di Rosy Bindi, ex parlamentare del Pd che per cinque anni, fino allo scorso marzo, ha avuto il ruolo di presidente della commissione parlamentare sul fenomeno delle mafie e delle altre associazioni criminali, anche straniere.

«Le mafie arrivano dappertutto, sono arrivate alla Juventus e chissà quante non ne abbiamo viste e continuiamo a non vederne», ha spiegato ricordando la vicinanza di alcuni gruppi di tifosi torinesi con le cosche.

«L'unico modo per fermarle è avere una coscienza formata, di cittadini che credono che solo nel rispetto della legge è possibile costruire il domani», ha proseguito.

Ci sono strumenti concreti per combattere le organizzazioni criminali. «Una buona legge sugli appalti tiene fuori le mafie. La loro penetrazione nel settore sanitario e socio sanitario, soprattutto in questa regione attraverso le cooperative ci dice che non tutta la legislazione sanitaria e socio sanitaria è fatta bene».

Il diciottesimo congresso della Cgil è stato un evento nel cuore della città della Mera, visto che non si è tenuto in uno spazio commerciale, ma in una delle strutture che hanno fatto la storia, dal diciannovesimo secolo, del movimento operaio.

Voglia di conoscere

Se duecento anni fa l'obiettivo delle associazioni dei lavoratori era soprattutto la conquista di migliori condizioni salariali e di lavoro - una finalità decisamente importante anche oggi nell'epoca della precarietà -, nel ventunesimo secolo la legalità è una tematica che coinvolge tutti. Istituzioni, Chiesa, associazioni e naturalmente il sindacato.

Don Diego Fognini, rappresentante dell'associazione Libera, ha ricordato che «dobbiamo imparare a non scoraggiarci. Anche se ci sono momenti difficili, bisogna che non perdiamo mai l'entusiasmo, che porti tutti alla voglia di conoscere».

Il sacerdote valtellinese, molto apprezzato dagli studenti, ha ribadito che «bisogna valorizzare tutte le persone partendo dai ragazzi».

Il sindaco di Delebio, Marco Ioli, raccontando la storia dell'immobile sequestrato e messo a disposizione della comunità, ha citato la frase di uno che «la mafia l'ha combattuta veramente, Giovanni Falcone: "basta che ognuno faccia il suo dovere"».

Ha raccolto gli applausi del pubblico, fra i quali c'erano anche Elena Lattuada, segretario generale della Cgil Lombardia, il prefetto di Sondrio Giuseppe Mario Scalia e il presidente della Provincia e sindaco di Chiavenna Luca Della Bitta.

Il segretario generale Guglielmo Zamboni ha promosso la scelta di Chiavenna. «Una realtà, quella della Società operaia, storicamente legata al sindacato, anche attraverso le figure del sindacalista e antifascista Giulio Chiarelli, che abbiamo ricordato. Senza dimenticare Luciana Zarucchi, la sua segretaria, che la Cgil ha avuto il piacere di avere fra il pubblico nella prima giornata di congresso».

Richiedi una prova gratuita

Compila il form per ricevere gratis e senza impegno tutte le gare profilate per il tuo settore