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29/08/2018

«Solo il cittadino italiano può fare il vigile urbano»

Il Trentino

Rovereto
Lo chiarisce con una nota del 2016 al consorzio dei Comuni il Commissario Gioffrè Il bando roveretano è irregolare. Zenatti: «Pare impossibile, non imparano mai»
ROVERETO Al "caso" ha dedicato ben tre interrogazioni: secondo Marco Zenatti, il bando per l'assunzione di sei agenti di polizia municipale (quelli che in città si continuano a chiamare vigili urbani) conteneva imprecisioni ed errori anche gravi. Sul primo (la mancata previsione della riserva di posti per gli ex militari, gli era stato risposto che essendo una previsione di legge, pur non citata esplicitamente, era "scontata" e quindi la mancata indiziazione era irrilevante. Sul secondo, la mancata previsione del requisito indispensabile per i candidati della cittadinanza italiana, la risposta era stata semplicemente che si sbagliava lui. Il termine per iscriversi al concorso è scaduto il 18 luglio scorso (due interrogazioni erano precedenti, l'ultima successiva) e quindi ormai non resta molto da fare, ma Marco Zenatti ha ottenuto senza troppa difficoltà la prova che, al contrario, a sbagliare è stato chi ha predisposto il bando. A Rovereto - ed è il caso che gli interessa - ma anche ad Ala Avio, dove si ammettevano anche i residenti di paesi terzi con regolare permesso di soggiorno e chi gode dello status di rifugiato politico - si è confusa la normale disciplina dei concorsi pubblici, con quella specifica di chi deve esercitare azioni di controllo e repressione. Che in Italia è affidata in forza di un Decreto del 1994 esclusivamente a chi è in possesso della cittadinanza italiana. Vale per chi si occupa di pubblica sicurezza, ma anche per quei vigili urbani che possono essere assegnati ad incarichi amministrativi: non è prevista eccezione. Ovviamente come sempre le leggi vanno interpretate, ma che questa sia l'interpretazione corretta lo dice il Commissario del Governo con una nota del 17 ottobre 2016. La domanda di chiarimento gli arrivava dal Comune di Trento e dal Consorzio dei Comuni ed il responso, motivato e argomentato, era lapidario nella conclusione: solo cittadini italiani. Tanto che Trento, che ha messo a concorso 14 assunzioni, lo pone come primo requisito per l'ammissione. «Prendo atto che dopo le scoppole prese da Bulfamante, dal Cdm e da Carollo, in Comune sono ancora convinti che si possa negli atti pubblici andare a naso. Bastava una telefonata al Consorzio dei Comuni: quella che ho fatto io», dice Marco Zenatti. Cosa succederà adesso? Anche niente, se non ci sono cittadini comunitari ma non italiani che si sono iscritti al concorso. Ma se uno di loro dovesse risultare vincitore, che il primo italiano escluso dai sei assunti possa fare ricorso al Tar è matematico. (l.m)

Foto: Un agente della Municipale in piazza Rosmini (foto Festi)