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09/05/2020

SOLDI E REGOLE PER RIAPRIRE PRIMA

Il Giornale del Piemonte e della Liguria - Diego Pistacchi

L'ECONOMIA NON PUÒ ATTENDERE
Le Regioni danno l'ultimatum al governo e tutte insieme chiedono di gestire il calendari della fase 2 già dal 18 maggio. La Liguria vuole partire già lunedì e stanzia 100 milioni per imprese e famiglie
■ Una richiesta al governo condivisa all'unanimità dai governatori di tutti i colori politici: scaduto il dpcm alla mezzanotte di domenica 17 maggio, la palla passi alla Regioni cui spetta la competenza per decidere tempi e regole delle riaperture. La Liguria è tra quelle che chiedono il via libera a tutte le attività commerciali già da lunedì. E annuncia il piano da cento milioni («subito») per sostenere famiglie e imprese. a pagina 11 ■ Soldi subito. Arrivano dalla Regione. Cento milioni di euro per le aziende, ma anche per le famiglie. «Contributi diretti, non a pioggia ma mirati. E soprattutto rapidi, non come quelli del governo», va al sodo Giovanni Toti, che insieme a tutti gli altri governatori ha ormai rotto gli indugi e terminato la pazienza con il governo. Non a caso il presidente ligure fa una breve premessa per presentare il piano da cento milioni messo a punto, ma poi torna subito in diretta per il confronto tra Regioni e governo. In ballo c'è l'Italia da far ripartire. E se anche il premier Giuseppe Conte, dopo la figuraccia del comitato tecnico scientifico che ha sbagliato i conti sugli scenari della fase 2, va ipotizzando riaperture anticipate rispetto a quelle annunciate, i governatori non accettano più di delegare. «Abbiamo presentato un documento firmato all'unanimità per chiedere che da lunedì 11 si possa ripartire con il commercio al dettaglio - spiega Toti -. E che da domenica 17, alla scadenza del dpcm, decadano completamente le misure e venga riattribuita alla Regioni la competenza sulle riaperture in base alla legislazione concorrente. Se questo non accadrà considereremo lese le prerogative delle Regioni. Anche la Germania lo ha fatto, attribuendo la responsabilità delle riaperture ai Lander». Richieste secche, che riportano d'attualità di riprogrammare l'apertura di pubblici esercizi e negozi fin dalla prossima settimana, comunque non oltre il 18 maggio, quando dovranno però le Regioni stabilire tempi e regole. La dura critica al governo viene ribadita anche nel documento sottoscritto da tutti i governatori di ogni colore a proposito dei ritardi nei pagamenti della cassa integrazione, che Conte ha provato invano a scaricare sugli enti locali. «Le Regioni ribadiscono il loro corretto operato a fronte di ritardi imbarazzanti attribuibili alla gestione Inps», ha ribadito Toti che, proprio per evitare pastoie simili, ha chiesto a Filse, Ligurcapital e a tutti gli assessorati di immettere i famosi cento milioni a sostegno di imprese e cittadini liguri «in tempi molto rapidi». Misure che, spiegate dai singoli assessori competenti, riguardano praticamente tutte le categorie economiche e le famiglie, ma vanno direttamente incontro alle medie, piccole e piccolissime imprese, ai singoli. Commercianti, artigiani, ambulanti, aziende turistiche, partite iva, professionisti possono fare affidamento su bandi regionali che distribuiscono sia sostegno al credito, sia soprattutto contributi a fondo perduto. «Quest'ultima soluzione è quella che riteniamo più urgente, anche perché c'è bisogno di liquidità e non di puntare a creare nuovi debiti», sottolinea l'assessore allo sviluppo economico Andrea Benveduti, che presenta le principali linee guida, valide in quasi tutti i settori. Le aziende possono accedere a contributi a fondo perduto fino a 15mila euro per tutto ciò che riguarda l'acquisto di strumenti o dispositivi anti Covid, o per interventi di sanificazione. Gli importi spesi potranno essere coperti al 60% dal contributo della Regione. Fino a 5 mila saranno invece i contributi, sempre da non restituire, per l'acquisto di strumenti che favoriscano l'e-commerce e lo smart working. Fino a 600 euro arriveranno invece i voucher per la formazione, elaborati dall'assessore Ilaria Cavo. Che a sua volta presenta bonus fino a 600 euro per le famiglie interessate all'acquisto di strumenti informatici per l'attività didattica a distanza e per il sostegno delle famiglie stesse, o per l'assistenza domiciliare. E finanziamenti fino a 25mila euro per associazioni e società sportive. Per il settore del turismo, pesantemente colpito a causa dell'emergenza Covid, oltre ai contributi e ai finanziamenti cui possono accedere tutte le imprese, ci sono bonus assunzionali dedicati per i lavoratori stagionali concordati dall'assessore Gianni Berrino con le categorie e i sindacati, mentre per chi non troverà più il posto di lavoro nel corso dell'estate 2020 ci saranno bonus da 500 euro al mese per partecipare a corsi di specializzazione. Alle imprese, oltre ai contributi a fondo perduto sono dedicati specifici finanziamenti che possono concorrere a coprire il 40% delle spese sopra descritte. Interventi più sostanziosi riguardano anche il sostegno al capitale. Filse e Ligurcapital possono acquistare, sempre come socio di minoranza, quote delle aziende in difficoltà con investimenti fino a 125mila euro, mentre sono previsti finanziamenti a quanti vorranno acquisire aziende o rami d'aziende per scongiurarne la chiusura. Per le famiglie più in difficoltà anche un'importante iniziativa della Regione Liguria che anticipa tutti gli altri enti locali. Chi abita in casa popolare e dimostra di aver subito un calo del reddito di almeno il 20 per cento, avrà diritto a due mesi di affitto gratuito e al pagamento rateizzato delle spese dal terzo mese. Ai Comuni a più alta densità abitativa andranno 2 milioni per contribuire agli affitti dei più bisognosi. Tutti i bandi sono già attivi sui siti istituzionali di Regione e Filse.