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01/10/2018

Soldi alla Avvenire in quattro a giudizio

La Gazzetta Del Mezzogiorno

ABUSO D'UFFICIO QUATTRO MILIONI IN 9 ANNI IL FATTO Concessi aggiornamenti dei prezzi con criteri molto più vantaggiosi rispetto a quelli previsti dalla legge
Castellaneta, per cinque imputati c'è la prescrizione
l Dal 2004 al 2015 il Comune di Castellaneta avrebbe riconosciuto a favore della società cooperativa Avvenire 4 milioni e 256 mila euro in più rispetto all'importo previsto dall'appalto per i servizi di igiene urbana e complementari a Castellaneta e Castellaneta Marina, applicando un criterio di revisione prezzi più favorevole nei confronti della ditta rispetto a quello previsto dalla legge che avrebbe provocato una spesa di 225mila euro in più, ovvero oltre 4 milioni in meno di quella realmente sostenuta. Il Comune, inoltre, avrebbe riconosciuto a favore della Avvenire ulteriori 40mila euro, affidandole, tra il 2010 e il 2013, il servizio di trasporto e smaltimento degli aghi di pino e degli sfalci di potatura rinvenienti dalle ville private di Castellaneta Marina. Sono questi i due capi di imputazione al centro dell'udienza preliminare svoltasi l'altro giorno al cospetto del giudice Paola Incalza dopo la richiesta di rinvio a giudizio firmata dal sostituto procuratore Daniela Putignano dopo le indagini svolte dalla Guardia di Finanza a seguito dell'esposto presentato nel 2015 dal senatore Rocco Loreto, già sindaco di Castellaneta. Il decorso del tempo ha sfoltito la lista dei 9 imputati, difesi dagli avvocati Giuseppe Chielli, Raffaele Errico, Gaetano Cingari, Vincento Monteforte, Nicola Marseglia e Mario Malcangi. A giudizio per concorso in abuso d'ufficio sono finiti tre dirigenti dell'ente pubblico (il 59enne Pasquale D'Alò di Palagianello, il 66enne Michelangelo Giusti di Taranto, il 65enne Aldo Caforio di Sava) e la responsabile legale della società cooperativa Avvenire Antonia Ascatigno. Sentenza di non doversi procedere per intervenuta prescrizione è stata emessa, invece, nei confronti dello stesso Pasquale D'Alò (rinviato a giudizio soltanto per la vicenda riguardante la raccolta degli aghi di pino e degli sfalci di potatura), il 57enne di Castellaneta Francesco Perrone, il 59enne di Taranto Emanuele Orlando, il 44enne di Castellaneta Vincenzo Elia, il 55enne di Grottole Paolo Francesco Pugliese e il 63enne di Putignano Luigi Santeramo. Secondo il giudice Incalza non è stato possibile giungere ad una pronuncia assolutoria nei confronti dei 5 . imputati per i quali il reato è stato dichiarato prescritto perché «dalla copiosa documentazione allegata all'incarto processuale» emerge che «i dirigenti del Comune di Castellaneta hanno provveduto in favore della società cooperativa Avvenire alla liquidazione di somme maggiori di quelle dovute diversamente da quanto previsto dalla legge». [M.Maz.]

Foto: CASTELLANETA In quattro sono stati rinviati a giudizio per i soldi concessi alla cooperativa Avvenire

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