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09/03/2021

Software del committente? Appalto illegittimo

QN - Il Giorno

MILANO di Andrea Gianni I legali che hanno seguito la maxi-vertenza la definiscono una «storica sentenza sugli appalti di manodopera "tecnologici"», che potrebbe ribaltare «l'interpretazione elastica» seguita dai giudici in contenziosi che riguardano attività come quelle dei call center o dei servizi informatici. Un appalto può essere considerato «non genuino» anche quando vengono forniti dal committente (in questo caso Fastweb) all'appaltatore (Visiant Next) mezzi di lavoro "virtuali" come software, linee e applicativi, e non solo mezzi "reali" come ad esempio una macchina. La sentenza ha dato ragione a 36 lavoratori coinvolti nella controversa operazione che affonda le radici nel 2013, quando Fastweb decise di esternalizzare il servizio di assistenza clienti cedendo a Visiant, società poi divenuta Covisian, il ramo d'azienda e i 720 dipendenti che hanno continuato a occuparsi del servizio. In 400 (150 a Milano) hanno avviato cause con al centro l'interposizione di manodopera, tra cui quella romana arrivata a sentenza. Nonostante il cambio, denunciano, «siamo sempre rimasti dipendenti Fastweb». Il giudice sottolinea ora, motivando la sentenza di primo grado che ha disposto il loro reintegro in Fastweb, che il colosso delle telecomunicazioni non si è limitato «alla fissazione delle modalità di gestione del rapporto con i clienti, avendo piuttosto imposto alla Visiant Next le concrete modalità organizzative». I dipendenti "ceduti" erano di fatto «sottoposti al potere direttivo della committente», che ha fornito anche i mezzi "virtuali". «L'elemento più importante per il suo carattere innovativo che ha condotto il giudice del lavoro a considerare l'appalto non genuino ha riguardato la circostanza che l'appaltatore svolgesse le attività senza essere dotato degli strumenti tecnologici», spiegano Lidia Undiemi e l'avvocato Ernesto Maria Cirillo, che assiste i lavoratori. La sentenza ribalta interpretazioni «più elastiche» stabilendo che «qualora l'appalto richiede l'impiego di strumenti di lavoro indispensabili, e questi appartengono alla committente e non all'appaltatore, non importa che si tratti di beni virtuali per poter dar luogo ad un appalto "pesante", quindi caratterizzato dalla necessaria compresenza di personale e mezzi per essere considerato rispettoso del divieto di interposizione di manodopera». © RIPRODUZIONE RISERVATA