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29/01/2021

«Situazione ingiusta e insostenibile» Ultimatum degli educatori scolastici

Corriere Adriatico

Lavorano con i ragazzi disabili, indicano i problemi con il Quadrifoglio e sono pronti allo stato di agitazione
LA PROTESTA
CATTOLICA Le educatrici e gli educatori scolastici del Comune di Cattolica sono arrivati al limite della sopportazione per una «situazione sempre più insostenibile a seguito del nuovo bando comunale e dell'arrivo del nuovo gestore, la cooperativa Quadrifoglio», e sono in procinto di dichiarare lo stato di agitazione.
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Educatrici ed educatori, spiega una nota di Adl Cobas, «lavorano con studenti e studentesse diversamente abili e denunciano una situazione divenuta insostenibile a causa di diverse problematiche emerse con la cooperativa Quadrifoglio, il nuovo ente gestore del servizio in appalto. Problemi che si aggiungono alle criticità strutturali di questo lavoro dovute a meccanismi di gare d'appalto a ribasso che scaricano il risparmio sulle condizioni di lavoro degli operatori e sulla qualità dei servizi stessi».
L'accusa più grave è che «si deroga in maniera sistematica al monte ore contrattuale e le educatrici si trovano a percepire retribuzioni sensibilmente più basse rispetto a quelle che spetterebbero loro se le condizioni contrattuali fossero rispettate. Ciò prefigura una sorta di lavoro a cottimo, tanto che alcune cooperative hanno iniziato a scrivere nei contratti di assunzione che verranno retribuite mensilmente solo le ore effettivamente svolte, e non quelle previste contrattualmente».
Le educatrici, organizzate con Adl Cobas, denunciano quindi «il mancato rispetto degli accordi intrapresi ad ottobre 2020 da parte della Cooperativa Quadrifoglio dal «riconoscimento del giusto livello di inquadramento (D2) per chi è in possesso di titolo o qualifica di educatore professionale socio-pedagogico, al fatto che «non siano stati ancora inviati i contratti di assunzione e la documentazione inerente all'instaurazione del rapporto di lavoro». Dall'inizio dell'anno scolastico, spiegano, «diverse sono anche le segnalazioni portate all'attenzione del sindacato su errori nell'elaborazione delle buste paga e su difficoltà organizzative. L'esternalizzazione di questi servizi con appalti al ribasso sta producendo lavoro precario per lavoratori e lavoratrici laureati e in continua formazione (che quasi sempre è a loro carico) che ogni 2 o 3 anni si vedono costretti a cambiare cooperativa a seconda di chi vince la gara d'appalto».
Le richieste
Di fatto chiedono al sindaco di «farsi garanti degli accordi presi dalla Cooperativa Quadrifoglio affinché venga riconosciuta la piena dignità professionale del lavoro del servizio educativo scolastico». Ma anche di «introdurre la formula organizzativa dell'educatore di plesso, per riconoscere a pieno il ruolo degli educatori e delle educatrici negli Istituti scolastici e garantire continuità di servizio». Nella prima settimana di febbraio le educatrici e gli educatori impiegati nel servizio annunciano infine «che si svolgerà un'assemblea sindacale in cui si deciderà la proclamazione dello stato di agitazione se non verranno accolte le richieste avanzate».
Daniele Bartolucci
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