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01/06/2019

Sit-in del popolo degli “invisibili” Sciopero negli appalti di pulizie

Messaggero Veneto - Laura Venerus

La caposervizio: alla Base di Aviano ci hanno tagliato il 30 per cento dell'orario Timori per il futuro per i 70 lavoratori che preparano i medicinali all'Interporto la protesta
Laura VenerusLo sciopero dei lavoratori impiegati negli appalti di pulizie e servizi integrati, abbinato al sit in davanti all'ospedale di Pordenone, ha avuto, secondo gli organizzatori - i sindacati Cgil Filcams, Cisl Fisascat, Uiltrasporti e UilTucs- una massiccia adesione, fra il 75 e l'80 per cento. La manifestazione in città si è svolta in contemporanea a Roma. I lavoratori chiedono un contratto nazionale, che manca da sei anni e temono la riforma del Codice degli appalti. Le situazioni di criticità sono tante e diverse, ma ci sono alcune frange di fragilità che prevalgono sulle altre, come rilevato da Daniela Duz di Cgil Filcams. Una di queste è la situazione delle donne impiegate nelle pulizie alla Base di Aviano, delle quali si stima un'adesione allo sciopero pressoché totale.«Circa un anno e mezzo fa la Dussmann service ha vinto l'appalto per le pulizie alla Base Nato di Aviano - ha spiegato Carmen Rigo, caposervizio per le pulizie alla Base - e da subito ci hanno tagliato l'orario del 30 per cento chiedendoci, al contempo, fin dal primo giorno, ore supplementari. Chiediamo che queste ore ci vengano messe in contratto». Come se questo non bastasse, all'interno della Base, che si estende su un'area molto ampia, le donne che svolgono le pulizie, oltre 30, devono spostarsi da un sito all'altro con la propria auto, senza avere alcun tipo di rimborso. «Si tratta prevalentemente di donne, in alcuni casi monoreddito, con figli a carico - spiega Daniela Duz della Cgil Filcams -. Situazioni di questo tipo generano precarietà economica e sociale».Chi ha scioperato? Sono i lavoratori "invisibili" che garantiscono gli standard igienico-sanitari in mense, asili, scuole, ospedali, case di riposo, ma di loro pochi si accorgono. Puliscono uffici, banche, tribunali quando i locali si svuotano, per presentarli impeccabili il giorno successivo. Ma a ogni cambio appalto tremano per paura del venir meno delle loro tutele e delle loro garanzie. Fanno parte di questo "popolo" anche coloro che prestano servizio per la distribuzione dei farmaci in tutta la regione, che ha sede all'Interporto di Pordenone. «Il nostro ruolo è di preparazione dei medicinali in base a quello che ci viene ordinato da ospedali o case di riposo - spiega Maurizio De Poi -. Siamo a disposizione sette giorni su sette, principalmente su due turni, più un terzo a carico di chi si occupa dell'automazione: siamo una settantina di lavoratori, sia maschi che femmine». L'appalto scadrà nel 2020 e a ogni cambio c'è il timore della manomissione negli orari e delle situazioni che erano stabilite precedentemente.«Si prospetta una modifica della tenuta delle clausole sociali minando la garanzia della tenuta lavorativa - Duz sintetizza i rischi della riforma del codice- e c'è il rischio che sia introdotto il criterio privilegiato del massimo ribasso». -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI