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13/10/2021

“Sistema Salerno”, appalti pilotati arrestato un consigliere regionale

La Repubblica - d. d. p. - co - sa.

Inchiesta della Procura su affidamenti illeciti che favorivano un unico imprenditore, ora in carcere. Blitz con 29 indagati. Ai domiciliari Nino Savastano, eletto nel 2020 con "Campania libera", lista di riferimento di De Luca. Sotto inchiesta anche il sindaco bis Enzo Napoli
Un «sistema di affidamenti illeciti» che ha «radici lontane nel tempo».
Appalti per i servizi della città, dell'importo di circa 1,6 milioni l'anno, pilotati sistematicamente a favore di un unico imprenditore. Parte da qui, l'inchiesta della squadra Mobile sui rapporti fra il Comune di Salerno e le cooperative sociali che porta la Procura diretta da Giuseppe Borrelli con l'aggiunto Luigi Cannavale nel cuore della roccaforte politica del presidente della Regione Vincenzo De Luca e coinvolge alcuni dei suoi fedelissimi.
A cominciare dal sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, indagato per turbativa d'asta. Dieci misure cautelari, su 29 indagati. In carcere, per associazione a delinquere e turbativa d'asta, l'imprenditore Fiorenzo Zoccola, detto Vittorio, il dominus del cartello delle coop, ritenuto «al centro di un vasto network di conoscenze e legami che avvincono il potere legale e quello illegale».
Finisce agli arresti domiciliari l'ex assessore comunale Nino Savastano, consigliere regionale eletto con oltre 16mila voti, un anno fa, in "Campania libera", lista del governatore, e vicepresidente della commissione Politiche sociali. Savastano è indagato per corruzione e turbativa d'asta: avrebbe ricevuto da Zoccola la promessa di sostegno elettorale in cambio della proroga degli appalti alle coop legate all'imprenditore.
Secondo i magistrati, Savastano era «a disposizione degli interessi» di Zoccola e ne «indirizzava le richieste anche in ambito regionale, fino al vertice politico apicale». Ai domiciliari per turbativa d'asta e induzione indebita va anche il direttore del settore ambiente del Comune, l'ingegnere Luca Caselli. Obbligo di dimora invece nei confronti di 7 titolari di cooperative. Per il sindaco Napoli, la Procura non ha chiesto misura cautelare ma ipotizza una turbativa d'asta relativa all'attribuzione alla cooperativa "Terza dimensione", riconducibile a Zoccola. Motivo: il noleggio di un automezzo "lavastrada" da parte della società in house "Salerno pulita". Un affare da meno di 4mila euro per il quale Zoccola si spende molto. E che vede adesso indagato (senza essere destinatario di provvedimenti) anche il braccio destro del sindaco, Felice Marotta.
Tra le coop nel mirino figura anche la "San Matteo", finita nei giorni scorsi al centro del "giallo" sull'audio ricattatorio relativo al voto per le amministrative. «Sappiamo dove andate a votare», avrebbe intimato uno dei vertici collegato alla candidata Alessandra Francese.
Il governatore De Luca non risulta indagato e dice: «Queste cose non si commentano. Ognuno faccia il suo lavoro fino in fondo». E ai 5 Stelle, che chiedono le dimissioni di Savastano, replica: «Spero che non si ritorni a dover ascoltare le scuse dopo magari dieci anni». Napoli esprime «piena fiducia nell'azione della magistratura». Un componente dello staff del sindaco, Ugo Ciaparrone, è indagato (anche per lui non è stata emessa misura) per corruzione: un suo familiare è stato assunto in una coop di Zoccola e avrebbe ricevuto lavori idraulici e di falegnameria.
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Foto: Fermato Il consigliere regionale Nino Savastano, arrestato