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09/06/2020

Sistema le aiuole e non paghi tasse

QN - La Nazione

VAGLIA di Nicola Di Renzone Tagliare l'erba nei giardini comunali o svolgere altri lavori utili alla comunità potrà essere un modo per ripagare le rate rimaste indietro della Tari o altri tributi comunali. E' lo spirito del 'baratto amministrativo' (previsto dall'articolo 190 del Codice degli appalti) che il Comune di Vaglia ha deciso di mettere in pratica. Nello scorso consiglio comunale è stato approvato (all'unanimità) un nuovo regolamento sulla cura, gestione e rigenerazione dei beni comuni. Premessa necessaria. Spiega l'assessore Laura Nencini che questo mira alla creazione di una «coscienza di comunità» grazie alla quale cittadini, associazioni e attività economiche potranno presentare progetti per la manutenzione e riqualificazione di spazi e beni comunali, anche in stato di abbandono (sia per puro spirito di volontariato o in cambio di una gestione degli stessi). E anche curare le aiuole, tagliare l'erba, prendere in gestione un immobile comunale che rischia il degrado (i 'beni comuni'). Perciò il Comune sfrutta tutte le possibilità previste dalla legislazione vigente, compreso appunto l'innovativo 'baratto amministrativo'. In questo modo, spiega Nencini, si aprono innumerevoli possibilità. Gli orti sociali possono ad esempio diventare occasione per scambiare i prodotti coltivati con beni, servizi e competenze di altri cittadini. Fino alla prospettiva di realizzare in futuro una sorta di banca dei saperi e delle competenze. Spiega Nencini: «Vogliamo mettere alla base del rapporto tra amministrazione e cittadini, la sussidiarietà orizzontale richiamata in Costituzione creando delle occasioni concrete di collaborazione». Il regolamento appena approvato mira fra l'altro a diventare uno strumento che guarda alla futura creazione della coscienza di comunità volta alla tutela dei beni e spazi pubblici. In base al quale, come detto, sarà possibile per i cittadini, le associazioni ed anche le attività economiche, presentare progetti per la cura, la gestione, la riqualificazione di spazi e beni appartenenti al comune, anche in stato di abbandono da restituire alla comunità. Naturalmente l'amministrazione si impegna in questo caso a stipulare un'assicurazione che copra i volontari. Conclude Nencini: «Ci piacerebbe creare un nuovo modello economico per la vita all'interno del paese. I beni dell'amministrazione sono beni funzionali al benessere individuale e collettivo e la loro tutela e buona gestione deve avvenire nell'interesse delle future generazioni. Intendiamo con esso sensibilizzare alla cura dei beni dell'ente pubblico poiché appartengono a tutti i cittadini». Seguiranno poi incontri, per il momento online, con le associazioni e i cittadini per presentare il nuovo strumento.