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05/03/2020

«Sistema di corruzione consolidato e professionalità nel delinquere»

Gazzetta del Sud

L' ordinanza del gip Maria Militello che definisce il quadro complessivo
Micali «artefice di plurime fattispecie corruttive», Parialò« ha strumentalizzato il ruolo ricoperto all' interno della Procura» La Mobile ha preso spunto dall'i conog raf ia dantesca, delle bolgie infernali dei ladri e dei fraudolenti
Nuccio Anselmo Era un «sistema di corruzione consolidato, che coinvolge,a vario titolo, soggetti che operano sia nel settore pubblico sia nel settore privato». È questa la definizione dell' intera inchiesta da parte del gip Maria Militello, che ha siglato l' ordinanza di custodia cautelare dell' operazione" Ottavo cerchio". Nona caso la Mobile ha preso spunto dall' iconografia dantesca, delle infernali bolgie dei fraudolentie dei ladri, nel monumentale sottoscala letterario dell' Inferno rapportato alla desolante quotidianità. Al centro le" caree vecchie" mazzette che non passano mai di moda come scorciatoie per ottenere incarichie appalti pubblicio privat i. E nello spiegare le esigenze cautelari che hanno portato alle misure restrittive il gip afferma che «... la gravità ed attualità delle condotte contestate rende oltremodo concreto il pericolo di reiterazione di condotte analoghe, tenuto conto che ciascun indagato,a vario titolo, ha strumentalizzato la posizione ricoperta». Poi il magistrato analizza le singole posizioni. Antonino Bonaffini"Nine tta" «... non siè fatto alcuno scrupoloa strumentalizzarei suoi impiegatie uomini di fiducia per continuarea gestire la pescheriae un cospicuo conto corrente per sottrarrei beni ad azioni ablatorie»,e «... il perseverare nella condotta delittuosa mostra, con tutta evidenza, come l' indagato abbia ormai acquisito una perseveranzae professionalità nel delinquere che difficilmente potrà essere sradicata».Mar cello Tavilla «... ha preso di mira il settore degli appalti pubblicie senza alcuno scrupolo ha intessuto rapporti corruttivi con diversi funzionari pubblici ottenendo la disponibilità di imprenditori accondiscendenti. Lo stesso, peraltro, pur di accaparrare denaroè stato il prestanome di Bonaffini nell' intest azione della societàe del conto correntee siè prodigato con Parialò, facendo assumere in una delle sue imprese una personaa lui vicina per cercare di essere messo in contatto con addetti al tribunale che potevano fare ottenerea personea lui vicinel' incarco di amministratore di condominio ed ottenere conseguentementei lavori di manutenzione degli ascensorie per ottenere informazioni segrete presso la Procura della Repubblica di Messina». L' imprenditore Giuseppe Micali sarebbe «... artefice di plurime fattispecie corruttive», e i suoi «plurimi contattie il ruolo preminente dallo stesso svolto nelle vicende corruttive nei confronti di Teresie del Frigione mostrano, con tutta evidenza, come la misura degli arresti domiciliari anche con forme di controlloa distanza sia inadeguataa fronteggiare il pericolo di reiterazione delittuosa. Le diverse fattispecie delittuose- prosegue il gip -, in cui il Micali risulta coinvolto in un arco temporale circoscritto testimoniano comel' indagato abbia acquisito una professionalità nel delinquere frutto di una dedizione all' attività delittuosa». Il gip Militello poi esamina le posizioni di Felice D' Ago stino, Giancarlo Teresi, Giuseppe Frigione, Giorgio Muscolino,e poi di Giorgio Francalanza, Pietro Ferrantee Cinzia Fiorentino.E scrive che «... la misura degli arresti domiciliari in forma aggravata appare idoneaa scongiurare il pericolo di reiterazione delittuosa. Una misura meno gravosa, quale la misura interdittiva, appare del tutto inadeguata, in quanto gli indagati, nelle rispettive qualità, non si sono fatti alcuno scrupoloa piegare la funzione ricoperta per ottenere dei benefici economici. Analoghe considerazioni valgono perl' indagata Fiorentino, che ha coadiuvato costantemente Tavilla nella pianificazione di tutte le attività delittuose».L' ultima figura che il gip esaminaè quella dell' autista giudiziario Angelo Parialò,e scrive che «... lo stesso ha strumentalizzato il ruolo ricoperto all' interno dell' Ufficio di Procura, gli incarichi che gli sono stati conferiti di volta in voltae la conoscenza con alcuni operatori all' interno degli Uffici di Procura per ottenere favori personali da parte del Tavilla, di cui conosceva lo spessore criminale, avendogli peraltro, rivelato notizie di un procedimento in cui erano in corso indagini».

Foto: Il sopralluogo Gli agenti impegnati in una perquisizione in una delle aziende toccate dall' indagine