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23/10/2018

«Sistema appalti da riformare con nuove leggi»

QN - Il Resto del Carlino

I SINDACATI MARCO BOTTURA (CGIL)
ANCORA una volta è il settore carni ad essere nel mirino della guardia di finanza. Ed è soddisfatto delle indagini Marco Bottura, segretario della Flai Cgil, il sindacato che tutela i lavoratori dell'agricoltura e dell'agroindustria. Bottura, cosa ne pensa dell'indagine? «Per noi è un'ottima notizia, perché noto che le fiamme gialle stanno indagando da tempo in un settore dove purtroppo ci sono ancora troppe sacche di illegalità». Da quanto tempo? «Sono anni che denunciamo le anomalie che riscontriamo, fin dagli anni '90 ci sono stati tentativi di somministrare manodopera in maniera illecita, sfruttando i lavoratori». Al di là delle inchieste cosa si può fare a livello preventivo? «Il sistema degli appalti è completamenta da rivedere. Anche in questo caso siamo di fronte a finti appalti che hanno come unico scopo quello di pagare di meno la manodopera. Poi ci sarebbe da lavorare anche sul settore della contrattazione». In che senso? «In troppe aziende ci troviamo la porta sbarrata. Chiediamo di incontrare la direzione per analizzare le situazioni anomale che si stanno creando dal punto di vista della somministrazione dei lavoratori, per cercare di sanarle. Ma facciamo molta fatica a dialogare». Oltre ai contratti di lavoro quali altre anomalie riscontrate? «Può capitare, in determinate aziende, di incappare in inspiegabili disparità di trattamento. Possono lavorare, affiancati, dipendenti con la stessa mansione ma l'uno tutelato e ben pagato, l'altro precario e sfruttato». Torniamo al sistema di appalto. Come si può intervenire? «Cambiando la legge. Attualmente un'azienda può appaltare l'intero processo produttivo. Una situazione che rischia di sfuggire di mano sottraendosi ai dovuti controlli. Andrebbero messi dei limiti ben precisi all'uso della gara». Perché il settore carni si presta di più a questo tipo di infilitrazioni illecite? «Perché c'è ancora un largo uso di manodopera e di lavorazione a catena. I macellai lavorano con il coltello e il processo di automazione è ridotto. Da qui l'utilizzo di molta manodopera e la possibilità di sfruttarla in maniera illegale». Stiamo parlando di lavoratori stranieri? «Per la maggior parte si. Fino agli anni '90 c'erano diversi operai addetti alla lavorazione della carne che venivano dal sud Italia. Erano spesso ex macellai, lo stipendio era buono e il posto era fisso. Dal 2000 in avanti è arrivata l'ondata migratoria, con sempre più persone disposte ad accettare di tutto pur di avere un lavoro». Roberto Grimaldi SCHEDA

Giro d'affari

Nel complesso, le aziende del settore carni nell'area di Castelnuovo mettono insieme un fatturato di tre miliardi di euro. E il comparto dedicato alle carni più grande d'Europa


150 aziende

Le aziende nel distretto compreso tra Castelnuovo rangone e Castelvetro sono circa 150. Si occupano di lavorazione e produzione di salumi oltre che di lavorazione carni


5.000 dipendenti

Tra aziende piccole, medie e di grandi dimensioni, in tutto i lavoratori impiegati nel settore lavorazione carni del distretto modenese sono circa 5.000. Ancora molto usata la manodopera


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