scarica l'app
MENU
Chiudi
01/06/2019

Sisma, i sindaci del cratere contro lo sblocca cantieri

Il Messaggero

`I primi cittadini: «Ci serviva ben altro le nostre richieste sono state ignorate»
L'ALLARME
La protesta veemente dei primi cittadini, ieri mattina riuniti presso la sala consigliare della Provincia, all'interno del Comitato istituzionale che ha valutato il decreto sblocca cantieri, in discussione al Senato, in funzione sisma ma anche bacino idrico del Gran Sasso, è tutta nelle parole del sindaco di Crognaleto. «Noi ha dichiarato Giuseppe D'Alonzo - non possiamo più stare a queste condizioni, non lo volevamo questo decreto, adesso ci ritroviamo a raccogliere il nulla. Adesso basta, perché non abbiamo né risorse né personale». Tutto ciò malgrado la promessa del governatore Marsilio che ieri mattina a Teramo ha ribadito i 200 addetti che dovrebbero supportare i Comuni nella ricostruzione leggera, da portare a 400 se verrà accolto un subemendamento martedì prossimo in Senato, dove il disegno di legge è approdato, prima di tornare alla Camera. Da aggiungere al numero dei 70 addetti complessivi che alla fine di settembre saranno a disposizione dell'Usr di Teramo, così come spiega il suo direttore Rivera.
PROMESSE
Ma per il sindaco di Teramo «le promesse sono quotidianamente disattese, la situazione non si smuove, c'è profonda insoddisfazione verso le nostre richieste che non sono esaudite». Gianguido D'Alberto ha notato come nello sblocca cantieri vi siano emendamenti stralciati oppure che non nascono dal territorio: «Una presa in giro»; e chiede che esca dal comitato un documento forte. «Passiamo dalla padella alla brace» sostiene, quando deve commentare le 200 unità (poche) che affiancheranno tutti i Comuni del cratere per la ricostruzione. La deputata Stefania Pezzopane si lamenta perché tra i parlamentari di riferimento ci sia solo lei («lo trovo disdicevole») e ricorda come nel Codice degli appalti ci si senta stritolati da altri interessi molto più forti. Ci vorrebbe un decreto ad hoc.
Al governatore, che sperava di stare a Teramo con una prima lettura del decreto già approvato, non resta che appellarsi al Senato e al Governo «utilizzando queste ore per rimediare». Nel frattempo, storna 15 addetti che verranno consegnati all'Usr di Rivera. Si rammentano le promesse fatte a Norcia dal premier Conte: «Si erano date disposizioni perché venissero accolti gli emendamenti necessari, questo finora non è accaduto se non in maniera parziale, è giusto che il territorio sia preoccupato».
Mentre dal lato Gran Sasso, Marsilio dichiara che «il bicchiere è mezzo pieno»: «Riconosco che il Governo ha fatto un lavoro importante, ha stanziato 120 milioni di euro più che sufficiente per partire con la progettazione e le prime opere, poi il fabbisogno reale si aggiusterà in corsa, importante è che ci sia la struttura commissariale, che sia stata riconosciuta l'emergenza e che siano state previste anche deroghe che consentano la messa in sicurezza preservando le tre attività. Sono stati suggeriti degli emendamenti per rafforzare la figura del commissario, seguendo il modello del ponte di Genova, prendendo esterni, con una retribuzione adeguata per il livello di complessità».
AMBIENTALISTI
Sull'argomento, il governatore se la prende con i «falsi allarmismi degli ambientalisti che sono controproducenti»: «Se qualcuno pensa che all'interno del Gran Sasso si possano salvare le tre infrastrutture, questo è un falso materiale, chi lo afferma o è ignorante o in malafede». Intanto oggi a Teramo, in Piazza Martiri della Libertà, per le ore 18.30 è stata indetta un'assemblea pubblica organizzata dallo Sportello sociale Usb per protestare contro i tempi biblici della ricostruzione.
Maurizio Di Biagio
© RIPRODUZIONE RISERVATA