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29/08/2018

Sisma, 5mila euro anche ai parenti Al setaccio 500 pratiche finanziate

Corriere Adriatico

L'INDAGINE
ASCOLI L'inchiesta della magistratura sull'una tantum di 5mila euro assegnata ai titolari di partita Iva danneggiati dal terremoto con una semplice autocertificazione per usufruire del contributo è alla stretta finale. Le indennità post sisma sono state principalmente assegnate ai professionisti (commercialisti, ingegneri, avvocati, medici e non solo) per i danni subiti che loro stessi hanno accertato. E proprio le procedure di accesso al contributo percepito dai lavoratori autonomi sono finite nel mirino della Guardia di Finanza. Ora l'inchiesta è alle battute finali dopo la raffica di interrogatori delle settimane scorse. Sebbene molte autocertificazioni siano opinabili ma consentite da un bando che si potrebbe definire molto elastico, gli investigatori si sono concentrati in particolare modo su familiari e parenti, spacciati artificiosamente come soci. E sono almeno 500 i casi sotto la lente anche se per molti non sono emerse gravissime criticità.
I casi emblematici
Esistono già dei casi emblematici come ad esempio quello di Castel di Lama che nella lista ufficiale dei beneficiari dell'indennizzo regionale è al terzo posto della classifica (al primo posto c'è Acquasanta Terme, al secondo Arquata), con ben 86 professionisti destinatari del contributo pur con una percentuale di danni per terremoto pari allo 0,3%. O come quello di Comunanza dove il primo ad insorgere è stato il sindaco Alvaro Cesaroni. Anche l'Ordine dei commercialisti aveva invocato accurate e capillari verifiche da parte della autorità preposte, sul rispetto dei requisiti di accesso ai benefici del contributo regionale di 5mila euro (previsto dall'articolo 45 del decreto convertito in legge), anche a beneficio e a tutela della categoria. Il provvedimento riguardante i cinquemila euro elargiti ai lavoratori autonomi sulla scorta di una semplice autodichiarazione verificabile inizialmente nel 5% dei casi e ora totalmente (ma dalla Regione tutto tace per ora), desta rabbia e sconforto tra moltissimi cittadini, che hanno visto pubblicati nomi di professionisti, artigiani, agricoltori e commercianti conosciuti per non aver subito danni dal sisma. In qualche famiglia poi, i 5.000 euro si sono moltiplicati fino a 4 o 5 volte, secondo un principio basato su titolarità di soci di società di persone, prescindendo da valutazioni reali di danno subito. Per quest'ultimo provvedimento è auspicabile un controllo stringente ed a tappeto (100%) per rendere giustizia a chi, magari socio di una società di capitali (tipo srl) e non di una di persone (come una snc), ha ancora il suo negozio e/o laboratorio inagibili e la sua attività veramente ferma.
Mario Paci
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